Alpine A290 GTS | Test Drive
Le piccole bombe dei bei tempi andati fanno purtroppo parte dei libri di storia. Adesso vengono riportate in vita, ma con il silenzioso compromesso elettrico. Sapranno farci emozionare e risvegliare quell’irrazionale amore che spesso le ha fatte preferire alle supercars? Abbiamo provato quella che sembra essere la più interessante al momento in circolazione: la Alpine A290 GTS.
Testo Marco Mancino / Foto Jay Tomei


C’era una volta, non troppo tempo fa, un gruppetto di auto che sono state capaci di oscurare le cosiddette auto da sogno. Non si trattava più di supercar, ma di quanto un’automobile ben più popolare e modesta potesse essere ugualmente in grado di dispensare emozioni e divertimento. Corre voce che queste venissero utilizzate addirittura tutti i giorni, anche per quegli spostamenti più comuni, dove mai avresti pensato di trovare una larga, bassa e costosa berlinetta. Le forme dei modelli di partenza venivano stravolte, per quelle più eccitanti, ma in altri caso restavano molto fedeli al progetto originale, aumentando quella complicità che tra appassionati veniva considerata come la coscienza di appartenere a un movimento speciale: quello delle compatte sportive.

Sono state ribattezzate piccole bombe, perché con il trascorrere degli anni, l’avanzare della tecnologia e la costanza di credere in questi fenomenali oggetti, il gap prestazionale con le ben più costose supercar si è affievolito a tal punto che ben presto ci siamo spesso trovati d’accordo nel preferirle, soprattutto quando si trattava di strade tortuose. La capacità innata di aggredire una strada di montagna l’attimo prima e accompagnarvi al supermercato qualche minuto dopo contribuì ad accentuare questo fenomeno su larga scala, portando praticamente tutti i costruttori a cimentarsi nel segmento più cool mai visto prima.


Ma come in tutte le favole c’è sempre l’arrivo del cattivo di turno. La necessità di seguire i trend di un mercato sempre più fitto, l’obbligo (logico) di contribuire alla propria compagnia segnando più profitti che spese e l’annosa mania di non poter rinunciare a vetture sempre più grandi, hanno inesorabilmente portato alla quasi totale estinzione di questa specie. E pensare che sino a pochi anni fa avevamo ancora l’imbarazzo della scelta. Ma forse le cose sono destinate a cambiare, a patto che siate disposti al compromesso portato dal fatto che la nuova generazione di piccole bombe sembra coesistere unicamente in presenza di quella propulsione 100% elettrica che a molti parrebbe l’antitesi del coinvolgimento.

Sì, perché quando si parla di prestazioni pure, abbiamo appurato che l’elettrico è capace di numeri strabilianti. Impensabili per un termico. Ma dato che la quintessenza delle hot hatch è insito nel livello di divertimento che è in grado di offrire al guidatore, non possiamo trovarci a fare i conti con questioni di dimensioni e peso. Quando lo scorso anno ci siamo messi al volante della nuova Renault 5 abbiamo detto che si trattava non solo di una tra le migliori auto elettriche in circolazione, ma di una tra le migliori auto in generale. Oggi, a distanza di un anno, confermiamo quanto detto. E dato che la R5 (soltanto elettrica, of course) ha giocato con il nostro diario dei ricordi chiamando alla mente la mitica 5 GT Turbo, il bisogno di trovarci a tu per tu con la A290 era ormai qualcosa di incontenibile.





Alpine, che dal 2017 ha ricalcato i gloriosi fasti dell’antenata con la fantastica A110, è pronta a mettere la parola fine sulla piccola 2 posti benzina e lasciare che i propri modelli siano unicamente a propulsione elettrica. Alla faccia della promessa di prendere il posto della tanto rimpianta divisione RenaultSport, anche perché la A290 rappresenta l’inizio di quella che sta prendendo forma come una lineup in costante espansione. È lecito quindi immaginare come si tratti di un’evoluzione del concetto R5, una compatta brillante ma che non fa della sportività il suo punto cruciale.

La A290 è disponibile con un unico tipo di batteria da 52 kWh e in variante GT (con 177 cavalli) oppure GTS (218 cv) e si pone un obiettivo a dir poco ambizioso. Non deve quindi soltanto essere la declinazione ad alte prestazioni della comprovata R5 elettrica, ma la pronipote di una serie infinita di modelli che hanno reso RenaultSport un’istituzione. E non solo per noi appassionati, perché fidatevi quando vi dico che anche mia nonna sa cosa sia la Clio Williams! Per riuscire in questo intento i tecnici di Alpine non hanno semplicemente allargato il corpo vettura e spremuto più cavalli (non vapore) dal motore elettrico, ma hanno messo a punto una serie di interventi che non sanno di semplice allestimento, quanto piuttosto dell’auto da avere se il vostro piede destro adora un certo peso specifico.

Ok, è probabile che alcuni di voi storceranno il naso, dato che sono certo che 218 cavalli di potenza massima potrebbero sembrare pochi, ma sappiate che l’obiettivo di Alpine non è lo sparo sullo 0-100 km/h, qualcosa di ormai stantio in ambito elettrico, quanto ciò che accade prima e dopo quei rettilinei in cui constaterete che la potenza a disposizione è tuttavia più che adeguata al tipo di vettura. Un po’ perché la trazione è soltanto all’anteriore e quando i 300 Nm di coppia vengono chiamati in causa con una pressione decisa dell’acceleratore gli pneumatici Michelin Pilot Sport 5 progettati specificamente per la A290 fanno il possibile per non disperdere lo spunto e non rendere il volante troppo nervoso.


Tengo strette le mani in posizione 9:15 e noto che l’antipattinamento interviene, pur senza essere eccessivamente invasivo. L’Alpine non mostra coricamento, anzi resta ben piantata a terra. Nel frattempo sono premuto al sedile, molto contenitivo tra le curve, ma amico di glutei e schiena sulle tratte più estese. Puoi settare un fake sound che non sa di “voglia di motore vero”, ma che accompagna la progressione di chilometri orari, superando i 100 in 6,4 secondi. Sembra di farlo in molto meno e sino a 110/130 km/h la A290 continua a spingere. Lo fa con forza, ma non è mai una violenza inaudita. È proprio questo che apprezzo, perché ti permette in realtà di arrivare in curva più concentrato. Nel senso che non sei stordito da un’accelerazione come quella della Model S Plaid, ma con un peso di 1.554 kg ho tutta intenzione di tenere giù e uscire dalla curva come avrei fatto con una Clio RS.

La GTS resta piantata a terra e dopo aver alleggerito leggermente, torno a pestare forte. Lei continua a schiacciarmi al sedile, io sorrido e con la coda dell’occhio controllo la strumentazione digitale. Sul volante ci sono un paio di pulsanti. Quello delle modalità di guida non ha certo funzioni segrete e ti “setta” tra Normal, Sport e Personal, mentre quello rosso situato sopra la razza destra è sostanzialmente inutile, perché fa la medesima cosa del kick-down a pedale, ovvero fornirti il massimo dell’erogazione per 10 secondi. C’è poi una sorta di manettino siglato RCH, molto bello e pratico, che permette di gestire l’intensità di rigenerazione in rilascio attraverso 4 differenti step. Nessuno di questi agisce da one-pedal drive, il che lo trovo azzeccato, perché quando si parla di andature di un certo tipo, reputo che il pedale del freno giochi un ruolo fondamentale, anche in termini di sbilanciamento volontario delle masse.


Parlando di freni, abbiamo uno dei primi netti richiami alla sorella maggiore A110 (come la pulsantiera del cambio, ovviamente con unico rapporto in avanti), difatti la GTS monta un impianto Brembo con pinze monoblocco a 4 pistoncini, un sistema by-wire che non mostra fading nemmeno negli usi più intensivi, che poi sono esattamente quelli che più si indicano a quest’auto. È tosta e più le chiedi, più è in grado di offrirti. Dure e pure, come le bombe di quasi mezzo secolo fa. Lo sterzo è millimetrico e una volta in Sport riduce di molto quella sensazione invece trasmessa da un’altezza da terra più accentuata rispetto alle compatte più canoniche.




Ad essere sinceri non percepisci una seduta troppo alta, ma qualche centimetro in meno da terra avrebbe elevato ancora di più quel senso di connessione con l’asfalto. Ma del resto siamo nel 2026 e non sono tutti romantici come noi, stoici masochisti disposti a sacrificare la schiena nel nome di un telaio rigido come una tavola di marmo. La A290 ha però dei finecorsa idraulici e sospensioni dedicate (vi ricordo che in partenza abbiamo già dei multi-link con ruote indipendenti al posteriore), soluzioni mirate alla riduzione del rollio e fondamentali per un comportamento più preciso tra le curve, soprattutto alle andature elevate. Inoltre, una larghezza di 6 cm più generosa garantisce un’impronta a terra più efficace per il fine ultimo del coinvolgimento. E se la R5 è un bellissimo oggetto, la A290 GTS accentua l’indole sportiva, con un profilo laterale marcato da un elemento stilistico che strizza l’occhio a quella che sulla R5 Turbo era la presa d’aria laterale per il motore centrale. Abbiamo anche paraurti più massicci e le luci di posizione applicate sopra alla carrozzeria con disegno a X, chiaro richiamo al mondo dei rally.

Tra una tirata e l’altra, le soste per la ricarica diventeranno frequenti. La casa dichiara circa 364 km di autonomia, ma nel freddo invernale delle nostre settimane di test non ho mai superato i 315/330 chilometri (tenendo conto di andature civili). C’è chi fa peggio, ma un valore superiore avrebbe di certo giovato e tenuto lontano la mia ansia da percorrenza. Che sia questo l’unico difetto della A290? Alcuni additano la top speed limitata a 170 orari, il che in effetti pare una scelta un pochino troppo conservativa, dato che si sarebbe potuto almeno mettere la soglia a 200, ma è in realtà l’ennesima constatazione che questa Alpine debba essere intesa come una “driver’s car” e quindi fare fuochi d’artificio tra le curve, non sui noiosi rettilinei.


“I rettilinei sono soltanto i tratti noiosi che collegano le curve” – Sir Stirling Moss.
La A290 GTS lo sa molto bene e ti fa attendere le curve in maniera direttamente proporzionale a quanto aspettavi lo stipendio da sbarbatello, magari sognando di racimolare abbastanza per comprarti una R5 GT Turbo o una Peugeot 205 GTI. Erano altri tempi, c’erano molte meno assurdità legate a questioni su inquinamento, numeri, ma purtroppo anche sicurezza. La A290 è un’eroina specchio dei nostri giorni e con un occhio attento ad un’eredità a dir poco ingombrante ha cercato di fare il possibile per riportare gli appassionati indietro in un mondo automobilistico che sembrava destinato all’oblio. Non stravolgerà il concetto di prestazioni e mobilità elettrica come fatto dalla Ioniq 5 N – peraltro di una categoria e prezzo differente – ma se vi dicessi che potrebbe essere la rinascita di una generazione che credevamo estinta? Nel dubbio premo Start e lascio che quel mix tra sibilo elettrico e il rotolamento dei Michelin mi porti là dove le curve dettano regole scritte apposta per essere infrante.

ALPINE A290 GTS
Motore Elettrico con batterie da 52 kWh Potenza 218 hp Coppia 300 Nm
Trazione Anteriore Trasmissione Cambio Automatico a Rapporto Unico Peso 1.554 kg
0-100 km/h 6,4 sec Velocità massima 170 km/h Prezzo da €45.000 Autonomia 364 km (dichiarati dalla casa)
