BYD Seal | Test Drive
Testo Federico Madia / Foto Andy Williams
Molti la definiscono l’anti-Tesla Model 3, ma reputo che definire qualcosa – in questo caso un prodotto automobilistico – descrivendola come l’antitesi di un’altra sia estremamente riduttivo, soprattutto per ciò che stiamo prendendo in analisi. BYD, che ha opportunamente abbandonato il lettering integrale “Build Your Dreams” potrebbe suonare come una novità, perlomeno in ambito automotive. La realtà dei fatti è che il colosso cinese è uno dei maggiori produttori al mondo di batterie ricaricabili – attualmente il più importante in Cina – ergo era auspicabile che cimentarsi nella produzione di vetture 100% elettriche fosse la naturale conseguenza.

La Seal che abbiamo provato è una berlina di medie dimensioni. Compatta all’esterno, ma molto spaziosa all’interno, soprattutto nella zona posteriore dove possono realmente sedere fino a tre adulti, questo grazie all’assenza del tunnel e al posizionamento della batterie, le quali sono proprio sistemate sotto il pianale dell’auto. Alcuni vi diranno che la seduta dietro potrebbe risultare leggermente scomoda rispetto alle competitors, ma fidatevi che l’impressione di avere un angolo per le ginocchia più pronunciato è sostanzialmente impercettibile. Come si evince ad un rapido sguardo, le linee di questa BYD vengono condivise con gli altri modelli in gamma, tutte caratterizzate da linee nette ma mai troppo spigolose. Del resto, la Seal è indirizzata ad una clientela piuttosto ampia, per cui gioca sul sicuro, mettendo in campo una berlina filante con i tradizionali tre volumi che offrono un vano di carico posteriore di 400 litri e uno ricavato all’anteriore di 53 litri, utile per sistemare i cavi di ricarica.






L’esemplare in prova è il top di gamma – per il momento – ovvero la Excellence. Spinta da due propulsori elettrici, ognuno dei quali si occupa del rispettivo asse, abbiamo quindi a che fare con trazione integrale e ben 530 cavalli di potenza. Certo, il peso aumenta di circa un centinaio di chili e l’autonomia cala di circa una cinquantina di chilometri, ma le prestazioni sono sorprendenti e permettono alla Seal di togliersi qualche sfizio, mostrando una più che discreta precisione per quanto riguarda il comportamento su strada. Relegare le considerazioni all’aspetto prestazionale quando si parla di auto elettriche – in particolare berline – non sarebbe corretto, per cui focalizziamo ancora un attimo la nostra attenzione su cosa sia effettivamente questa BYD.

Sobria e discreta fuori, mentre dentro si può apprezzare la ricercatezza di design, materiali morbidi e assemblaggi che a conti fatti non hanno nulla da invidiare al resto del mercato, neppure quello del vecchio continente. I materiali in pelle sintetica dei sedili sono eccezionali e sia la trama con cuciture a vista, sia la morbidezza e il modo in cui ti avvolgono mettono in risalto la possibilità di percorrere lunghe distanze, peraltro coccolati da poltrone riscaldate e raffrescate. I pannelli porta e il cruscotto, perlomeno nella parte superiore, hanno superfici morbide e rivestimento in Alcantara, integrandosi bene con l’enorme display touch centrale da 15,6”, che potete ruotare a piacimento in maniera da sviluppare la grafica in orizzontale o in verticale. Si connette al vostro smartphone in un battito di ciglia e con l’ultimo aggiornamento velocizza la navigazione tra i menu, a metà strada tra quello di Tesla e quello di un qualsiasi smartphone. Agli smanettoni piacerà da impazzire e sappiate che può essere splittato in due parti, così da tenere sott’occhio situazioni differenti nello stesso momento.


Di fronte al guidatore c’è poi un secondo display – più piccolo e da 10,25” – ma riepiloga le info di base in maniera un pochino troppo sintetica e poco configurabile. Ok per l’head-up display, mentre la visibilità sulla tre quarti anteriore sinistra e soprattutto oltre il lunotto posteriore viene penalizzata dai montanti. In questo caso tornano utilissime le numerose videocamere di manovra. Al centro troviamo infine qualche comando fisico più facile da raggiungere con la vettura in movimento e il selettore di marcia. Assente qualsiasi tipo di Brake Mode e one pedal drive. Vi toccherà accontentarvi delle tre modalità di guida (Eco, Normal e Sport), le quali si impostano agendo su una rotellina che però non fornisce nessun feedback tattile, per cui capita spesso di selezionare una modalità anziché un’altra. Fortunatamente la Seal cambia davvero la propria dinamica, prediligendo il risparmio energetico o lo sfruttamento della notevole potenza a disposizione, a seconda della modalità impostata.

C’è scritto anche in coda: 3,8 secondi per scattare da 0 a 100 km/h. La top speed è invece saggiamente limitata a 180 orari, in maniera da preservare un eccessivo quanto inutile consumo delle batterie. Nella versione Excellence con batterie da 82,5 kWh, l’autonomia dichiarata di 520 km appare piuttosto realistica, mentre i tempi di ricarica si sono dimostrati rapidi con circa 26 minuti per passare dal 20 all’80% grazie ad una ricezione di ben 150 kW. L’ultimo aggiornamento ha inoltre ottimizzato il sistema di navigazione satellitare, adesso coadiuvato da Google Maps, ma soprattutto diminuito l’insistenza del jingle di avvertimento in fase di manovra, il quale mi ha fatto nascondere la testa in più di un’occasione.

Qualcuno aveva detto Tesla? Ok, i paragoni sono corretti, del resto stiamo parlando di due berline di medie dimensioni che condividono quasi la medesima fascia di prezzo. La Model 3 costa qualcosina in meno e con meno potenza può vantare un’autonomia superiore e la consapevolezza di essere nel settore da più tempo e con una rete dedicata a darle manforte. A mio avviso il discorso è ancora più semplice, perché se prima si parlava di Tesla contro tutti, adesso ci troviamo Tesla, contro BYD, contro tutti gli altri. Sì, perché seppure agli inizi del suo percorso automotive, il gigante cinese è tutt’altro livello rispetto a MG e Aiways, giusto per citarne un paio, ma la battaglia con la creazione di Musk sarà lunga e accompagnata da un aspetto geopolitico per nulla trascurabile.


La Seal non è un’auto perfetta, ma è un perfetto inizio per un brand che sono certo vivrà una crescita costante ed esponenziale. BYD ha il merito di aver proposto un prodotto realizzato secondo una propria identità, senza fronzoli e che non ha seguito alcun trend introdotto da altri, vedi per esempio la totale assenza di tasti fisici inseguita da Tesla. Con €43.600 ci si porta a casa l’entry level con trazione posteriore e 313 cavalli, che sono comunque più che abbastanza per il tipo di vettura. Entrambe, ovviamente anche la Excellence da €50.390, condividono un allestimento completo, a dimostrazione di quanto la Seal sia un’auto con un obiettivo ben preciso, ovvero avere senso nel mondo reale, dove quello che occorre ai guidatori – e quindi ai clienti – sono un’autonomia degna di essere chiamata tale, sicurezza e comfort. Poi certo, 530 cavalli spingono che è un piacere, ma quello è più una dimostrazione che oltre a tutto ciò che conta in un’auto per tutti i giorni, in Cina sanno anche fare auto capaci di muoversi veloci.
BYD SEAL EXCELLENCE
Motore Elettrico con batterie da 82,5 kWh Potenza 530 hp Coppia 670 Nm
Trazione Integrale Trasmissione Cambio Automatico a Rapporto Unico Peso 2.260 kg
0-100 km/h 3,8 sec Velocità massima 180 km/h (limitata elettronicamente) Prezzo €50.390 Autonomia 520 km (dichiarata dalla casa)


