Cadillac Celestiq | Abbastanza Per Battere Rolls-Royce?
Esattamente come un rinoceronte zebrato. È questa l’immagine che mi ha rifilato Google quando ho voluto avere ulteriore conferma su chi avesse detto che l’audacia fosse la virtù dei forti. Non tanto perché non ricordassi i passaggi più epici dell’Eneide, quanto per il fatto che il design della Celestiq mi avesse lasciato stordito. Come se non bastasse, la mastodontica e (autodefinita) lussuosissima super-berlina va pure a sistemarsi in una fascia elitaria sostanzialmente appannaggio di una certa Rolls-Royce. Qui le cose iniziano a complicarsi, perlomeno sino al momento in cui – scorrendo le specs di un modello che sembra scappato dal palco di un salone dedicato a ottimistiche concept cars – non possiamo fare a meno di notare che si tratti di una EV.

Adesso capirete perché mi senta come tramortito dalla sberla di un Grizzly uscito troppo presto dal letargo invernale, se vi dico che il design a dir poco azzardato è soltanto uno dei tanti pezzi di un puzzle che incarna l’esatto opposto di una giocata sicura. Dimensioni titaniche e la promessa di non vedere iceberg letali di fronte a percorrenze che renderanno l’esperienza a bordo qualcosa di più magico che unico. Sono queste le premesse della Celestiq, una quattro porte lunga 5,3 metri, larga oltre 2 e alta poco più di 1 metro e quaranta. Con questa superficie i designer hanno avuto il compito di mantenere gli immancabili richiami all’attuale gamma Cadillac che tanto ama gli spigoli e osare a spingersi oltre, soprattutto per quanto riguarda la zona posteriore e la tre quarti di coda, la quale sembra uno di quei disegni appesi al frigo della più tipica famiglia americana.

Troviamo infatti una generosa superficie vetrata che non viene però prolungata sul montante, lasciando così che un profilo di carrozzeria vada a cozzare con un altrettanto immenso gruppo ottico a L, il quale sembra rivolgersi più a chi sta accanto piuttosto che a chi sta dietro. Se la bellezza è negli occhi di chi guarda, la funzionalità è un valore oggettivo e – almeno per il sottoscritto – questa zona penalizza e non poco l’immagine complessiva della Celestiq. Il resto del profilo laterale funziona decisamente meglio, complice anche il colpo d’occhio offerto dagli enormi cerchi a sei razze sdoppiate equipaggiati con pneumatici da 23”. La linea di cintura molto alta e le ridotte superfici vetrate laterali fanno il resto. Vista da qui, mi piace.


Cadillac ha utilizzato la nuova piattaforma Ultium di GM e dichiara che la vettura sia quasi completamente assemblata a mano. Un modo intelligente di rendere ancora più esclusiva la chiave di lettura verso un prezzo finale che farà sembrare l’Escalade un SUV da mercatino delle pulci. Tutta elettrica e con ben due motori, ovviamente ognuno dei quali si premurerà di fornire energia al rispettivo asse di trazione per un totale di 111 kWh e 655 cavalli. Tradotti in termini velocistici puri, stiamo parlando di un’accelerazione da 0 a 100 km/h di appena 3,7 secondi, un valore ragguardevole soprattutto considerando la mole della Celestiq e un peso di circa 3 tonnellate. TRE, avete letto bene.

Non storcete troppo il naso, avrete visto il nuovo Cayenne e soprattutto avrete presente le Cadillac che vengono subito in mente a noi europei. Quelle con le infinite pinne che raccontano di un’epoca in cui il gusto del bello era uno soltanto, non unicamente pensato per stupire, ma per rivoluzione i costumi di una società nel pieno del boom economico. Il che rappresenta un po’ l’esatto opposto della situazione attuale del mondo intero e nella fattispecie del mercato dell’auto. Ecco perché forse un oggetto come la Celestiq non è poi così sbagliato. Va solo interpretato per ciò che intende rappresentare, perché in quel caso lo fa alla grande, proseguendo un cammino marchiato da taglie XXXL.

Prendete per esempio l’abitacolo, meglio definibile come il luogo migliore per non vedere la tre quarti posteriore. È qui che Cadillac offre il meglio di sé, del resto come si fa a restare indifferenti di fronte ad uno schermo digitale da 55 pollici che percorre tutta la plancia. A impreziosire il tutto troviamo una ricercatezza capace di mescolare un design minimalistico che ci si aspetta da una EV di ultima generazione, con dettagli che fanno l’eco ai mitici anni 50. La scelta dei colori, dei materiali e la presenza di due eccezionali poltrone nella fila posteriore rendono la Celestiq l’ammiraglia USA per eccellenza. Opulenta, silenziosa, veloce e costosa. Molto costosa. Costosa nell’ordine dei $400.000, aspetto che complice una produzione molto limitata non fa altro che accrescere il rispetto verso questa Cadillac, a prescindere che possiate essere o meno fan del suo design e della sua propulsione a zero emissioni. A proposito, con batterie piene si stima una percorrenza di circa 480 km.


L’audacia è la virtù dei forti. L’ha detto Virgilio e forse in Cadillac non avrebbero dovuto prenderlo troppo sul serio. No, non mi sono convinto granché, nemmeno se è onestamente impossibile restare indifferenti di fronte ad alcune interessanti soluzioni adottate su questo modello. Il motivo è molto semplice e credo che in una berlina sia qualcosa che si renda ancora più evidente rispetto a qualsiasi altro segmento. Ci sono regole non scritte secondo le quali si può giocare d’azzardo con quei canoni stilistici che definiscono un oggetto bello. Qualcosa di elegante ha però un dress code universale e in questo caso l’affronto di Cadillac alla regina RR colpisce soltanto in parte, ma non abbastanza da impensierire la Spectre. Perlomeno non per il sottoscritto che non perdona ancora oggi a Cadillac il fatto di non aver mai messo in produzione la Cien.
A cura di Matteo Lavazza

