Dacia Bigster | Test Drive
Testo Marco Rallo / Foto Andy Williams
È passato davvero tanto tempo da quando Dacia ha incominciato a dire seriamente la sua (era il 2010, anno in cui nacque la Duster) e ancora di più rispetto a quando il brand fece il suo ingresso nel mercato europeo, sotto la guida di Renault (ufficialmente cominciata nel 1999). L’intenzione era quella di offrire un’alternativa più economica rispetto al brand francese, basandosi su un principio che metteva sostanza e un prezzo abbordabile quali punti cardine del marchio rumeno.


Non siamo qui per parlare della Duster, ma vale la pena ricordare quanto il piccolo SUV compatto abbia reso possibile a molti più clienti la possibilità di guidare con quei centimetri extra da terra a cui molti non sembrano proprio poter rinunciare. Rifinita e poi resa definitivamente matura con la nuova generazione, è tempo per Dacia di proseguire il proprio cammino evolutivo con la Bigster, un modello con un nome che non lascia spazio a dubbi: tutto si fa più grande. A partire da una lunghezza di ulteriori 23 centimetri – di cui +4 cm di passo – c’è molto più spazio a bordo, sia nella porzione anteriore sia in quella posteriore. Idem per il vano bagagli, dove alcuni avrebbero addirittura preferito una configurazione a sette posti, che però non è disponibile.

La Bigster è un SUV a tutti gli effetti, ma condividendo gran parte della meccanica e del design con la sorella Duster, non dimentica le proprie radici avvalendosi quindi di un propulsore che è capace di percorrenze incredibili. Stiamo parlando di circa 1.000 chilometri, che considerando i 155 cavalli a disposizione del 1.2 Mild-Hybrid sono un eccezionale rapporto in termini di consumo/prestazioni. Certo, i valori nominali di accelerazione e velocità massima sono la logica conseguenza di un 3 cilindri poco assetato, ma non precludono un’andatura rilassata anche su strade secondarie. In quel contesto, l’unica pecca che potrebbe intaccare la scioltezza di marcia è rappresentata dalla trasmissione automatica multimodale, la quale non si avvale di una tradizionale frizione, ma grazie all’unità ibride gestisce i vari rapporti tra motore a combustione ed elettrico. In linea teorica i cambi di marcia dovrebbero essere più fluidi, ma questo non accade il 100% delle volte.



Tramite la leva del cambio si può impostare il Brake Mode, il quale rigenera le batterie più rapidamente e evita di affrontare discese con il pedale del freno costantemente premuto. Al volante, la Bigster è precisa e la trazione sul solo asse anteriore mostra un’agilità che rispecchia un peso di 1.553 kg, un valore decisamente in linea con quanto mi sarei aspettato. Alcuni avrebbero preferito un 4 cilindri, un propulsore che girasse più “tondo” e regolare, ma fidatevi quando vi dico che non sentirete mai la mancanza di quel quarto cilindri e che questa Dacia è comunque silenziosa quanto basta in fase di marcia.





L’abitacolo profuma di Duster – ovviamente – ma si ha la netta percezione delle maggiori dimensioni generali. Abbiamo una strumentazione digitale abbinata ad uno schermo touch da 10” con un sistema di navigazione che alcuni giorni ho amato e in altri odiato e sedili in tessuto MicroCloud, una mescola tecnica resistente e facile da pulire. L’ideale per chi userà la Bigster senza guanti di velluto, ma sconsigliati per chi preferisce “scivolare” sui sedili. Vengono invece mantenuti i geniali YouClip, ovvero una serie di gadget e attacchi che possono essere fissati tra abitacolo e vano di carico. Un esempio su tutti il supporto per lo smartphone.



Dopo le settimane di prova mi sarei aspettato un sonoro schiaffo in faccia per quanto riguarda il prezzo, ma la Bigster riesce a mantenersi estremamente competitiva, posizionando l’entry level a circa €24.000 per la variante GPL e l’ibrida da 140 cavalli. La 155 cv Journey della nostra prova spunta numerose caselline in più e supera di poco i €30.000 (ne costa €31.900), ma tra consumi nell’ordine dei 4,5 litri ogni 100 km e una ricca dotazione vanta un rapporto qualità/prezzo unico in listino. L’allestimento Journey da quel qualcosa in più a livello di carattere ed estetica, completandola e scrollandole definitivamente di dosso quell’etichetta di auto economica che si era attribuita da sé.

DACIA BIGSTER HYBRID-G JOURNEY
Motore 3 cilindri Mild-Hybrid, 1.199 cc Potenza 155 hp Coppia 230 Nm
Trazione Anteriore Trasmissione Cambio Automatico a 6 Rapporti Peso 1.553 kg
0-100 km/h 9,7 sec Velocità massima 180 km/h Prezzo €31.900
