FIAT Grande Panda | Test Drive
Sapete a cosa penso? A quelle serate d’inverno con gli amici del calcetto. Stivati in cinque a bordo di una Panda, aspettando per ore che il parabrezza si sbrinasse. E poi finiva sempre che dovevi farlo con la manica, altrimenti è probabile che saremmo ancora lì adesso. Una Panda su Auto Class? Aspetta, non chiudere! Alcuni di voi si sarebbero al massimo aspettati la 100hp e invece siamo qui a parlare della Grande Panda. Già, grande. Perché in effetti lo è davvero. Il punto è che non sostituisce la Panda tradizionale, ma la affianca e quest’ultima si fa chiamare Pandina. Con la Grande Panda era logico che ci saremmo trovati di fronte al più classico dualismo del comportamento umano: la si ama o la si odia.



E come al solito la verità sta in mezzo: lontana da chi la difende a spada tratta almeno quanto da coloro che la criticano senza cognizione di causa. Io ho atteso di conviverci per diverse settimane prima di farmi un’idea, cercando di capirla da un punto di vista progettuale, ma anche da quello meramente di prodotto. Perché dopotutto si tratta di un’auto pensata per la vita di tutti i giorni e che punta sul fattore nostalgico andando a ripescare molti dei tratti somatici della Panda classica, quella degli anni 80. Del resto chiunque legga queste pagine dal Bel Paese avrà avuto a che fare con una Panda almeno una volta nella vita.

La Grande Panda è qui per rispolverare quei ricordi sbiaditi e trascinarli nel nuovo secolo con un progetto nato sotto l’egida Stellantis. Sì, c’è tanto condiviso con altre vetture del gruppo, a partire dalla piattaforma Smart Car utilizzata anche per la sorellastra Citroen C3 e, tralasciando l’opzione della GP elettrica, il famigerato 1.2 PureTech, che abbandona la cinghia a bagno d’olio in favore di una catena di distribuzione, nettamente più affidabile. Questo è probabilmente il sassolino appuntito nella scarpa di tutti quelli che hanno storto il naso, non tanto per l’utilizzo di un modesto 3 cilindri, quanto per il fatto che potete dire di tutto su FIAT, ma non che in passato non abbia prodotto motori validi.




Siamo nel 2026 e gioco-forza, la Grande Panda è anche ibrida (mild-hybrid per la precisione), il che significa che disponiamo di un propulsore turbo benzina abbinato ad un pacco batterie da 48V, utile in avviamento e alle basse andature. Per intenderci, è possibile percorrere limitatissimi tratti in modalità unicamente elettrica e ad andature molto ridotte, ma lo spunto dell’elettrico torna utile in più di qualche occasione, soprattutto considerando che la potenza complessiva arriva così a 100 cavalli. Non si tratta però di un’erede della piccola sportiva prodotta dal 2006 al 2012.


Per il sottoscritto, la Grande Panda è un oggetto dallo stile indiscusso. Non vuole prendersi troppo sul serio e questo è il suo punto di forza. La carrozzeria, che sembra tirata fuori da un livello di Minecraft, è l’apoteosi delle forme squadrate. Guardate i gruppi ottici posteriori. Ci sono scritte FIAT e Panda sparse un po’ ovunque, come quella in bassorilievo sui pannelli porta per esempio. Ci sono richiami alla storia del marchio, come la Panda classica stilizzata sulla sagoma del Lingotto, a circondare il display touch da 10,3”, provvisto di navigatore satellitare e infotainment perfettamente al passo con le necessità del cliente tipo.



All’interno c’è posto per cinque persone, con soltanto quello seduto al centro parzialmente sacrificato. Il baule è ampio quanto basta e sparsi qua e là puoi trovare vani portaoggetti, ma anche la piastra per la ricarica a induzione dello smartphone. Mi piace il design del volante, mi piace la scelta dei materiali e soprattutto del contrasto cromatico enfatizzato dalla porzione di cruscotto in fibra di bamboo riciclata, la quale cela un utile cassettino extra chiamato Bambox. Ma vogliamo parlare dei profili giallo limone attorno alle bocchette dell’aria? O dei sedili “Panda made with love in FIAT”? Lo stesso vale per gli altri numerosi easter eggs che riprendono il logo storico del marchio torinese. Insomma, se avete avuto una Panda qualche decennio addietro, questa non può far altro che strapparvi un sorriso nostalgico.


Trattandosi ovviamente di un oggetto non unicamente inteso per piacere, la Grande Panda ha anche l’ostico compito di convincere alla guida. Del resto, un prezzo di partenza che per l’hybrid mette in conto almeno €18.900 non ammette troppi compromessi.
Trazione solo all’anteriore – in attesa della versione 4X4 – e trasmissione a doppia frizione con 6 rapporti. Nessuna modalità di guida tra cui scegliere, soltanto il tastino L che aumenta il freno motore mantenendo marce più basse. Lo sterzo non è dei più precisi e la visibilità sulla tre quarti anteriore e soprattutto al posteriore è leggermente sacrificata. Ma del resto, la Panda del mio amico Mario non era certo esente da difetti.


Detto questo, la Grande Panda si guida che è un piacere, consuma poco – anche se non poco come avrei pensato, perlomeno in città – e con questo colore non lascia spazio a dubbi e si fa subito distinguere in mezzo al traffico. Il 1.2 non detiene il primato come motore più silenzioso di sempre, ma non è mai eccessivamente fastidioso, soprattutto quando si passa da propulsione elettrica a ibrida. È tutto lineare, Mario si sognerebbe una roba del genere. C’è l’aria condizionata e qualche ADAS come il riconoscimento dei limiti di velocità e l’alert per l’abbandono di corsia. La buona notizia? Li puoi disattivare con un click grazie ai due pulsanti dedicati alla base del cruscotto.

E via, si parte. Lo si fa sfruttando un’altezza da terra pronunciata (circa 180mm) che la rende a tutti gli effetti una crossover e serve su un piatto d’argento un assist ideale per la nascita della variante 4X4. Già la vedo, apprezzata da chi ha guidato per decenni quella vecchia e magari amata anche da chi vuole un oggetto simpatico, con un look tutto suo e quei richiami a quei tempi in cui metà serata andava a farsi benedire aspettando di sbrinare il parabrezza.

L’astio assoluto verso la Grande Panda è sbagliato esattamente quanto l’amore incondizionato. Non è perfetta, ma che importa. È una Panda e va bene così. Sicuramente non sarà possibile ripararla con nastro adesivo e cacciavite come Mario ha fatto per decenni, ma del resto nessun’auto nata negli ultimi anni può vantare l’improvvisazione meccanica degli anni dell’automobilismo romantico. La Grande Panda non stravolge la mobilità come ha fatto la sua antenata, perché in primo luogo è il mondo attorno che è differente. Questo è il momento in cui potrei dire che si stava meglio prima, ma quando sei di fretta e devi sbrinare il vetro per partire, questa Grande Panda non è male come alcuni vogliono farvi credere. Il buon Mario sarebbe d’accordo con me.

FIAT GRANDE PANDA HYBRID
Motore 3 cilindri Mild-Hybrid, 1.199 cc Potenza 110 hp @ 5.500 rpm Coppia 205 Nm @ 1.750 rpm
Trazione Anteriore Trasmissione Cambio Automatico a 6 rapporti Peso 1.315 kg
0-100 km/h 10 sec Velocità massima 160 km/h Prezzo da €18.900
Testo Matteo Lavazza / Foto Daniél Rikkard
