Ford Capri | Test Drive
Testo Marco Mancino / Foto S. Lomax
Non starò qui a farvi l’ennesimo e infinito elenco di quei modelli che nel corso degli anni hanno reso Ford uno dei brand più interessanti quando si tratta di curve e rumore. No, li conoscete benissimo e se avete avuto la fortuna di poggiare il fondoschiena almeno su almeno un paio di quelle auto, è probabile che sarete tra quelli accigliati di fronte al ritorno della Capri. Non sono più gli anni 60 e nemmeno gli 80. Vi sarete accorti che di pantaloni a zampa non ce n’è neppure l’ombra dopotutto. E se negli ultimi anni Ford ci ha abituato a rimescolare le carte delle più ferree convinzioni – la Mustang Mach-E ne è un esempio su tutte – perché mai dovremmo gridare allo scandalo di fronte ad una nuova crossover elettrica?


Siamo nel 2026 dannazione. I miei nipotini di 8 anni non hanno mostrato il benché minimo accenno di stupore di fronte all’ultima edizione de “Il piccolo stregone”, come è possibile che ci sia ancora gente che si indigna se un brand riporta in vita un glorioso nome del proprio passato, adeguandolo a quello che il mercato vuole (o meglio, impone) oggi? Nel caso abbiate trascorso gli ultimi mesi su qualche remota vetta alpina, Capri potrebbe essere la vostra prossima destinazione. In ambito automobilistico si intende, è ovvio. Sentite il bisogno assoluto di un disclaimer? È disponibile soltanto 100% elettrica.

Ok, procediamo con un po’ d’ordine. Per farlo occorre tornare indietro sino al 1969 e dare il benvenuto alla prima incarnazione della Ford Capri, la controparte europea alla leggendaria Mustang e prodotta in tre serie sino al 1989. In quei 20 anni (da sogno) la Capri centrò in pieno l’obiettivo dei piani alti dell’ovale blu, ovvero dare al vecchio continente una sportiva compatta che analogamente alla pony car principalmente prodotta per il mercato a stelle e strisce avrebbe concesso divertimento a coloro che non potevano permettersi una sportiva più costosa, su tutte le icone italiane. Ma questo è un altro discorso. La Capri era disponibile anche con generosi motori 6 cilindri ed ebbe ampio impiego nel motorsport, nel Campionato Europeo Turismo e anche nei rally. Questi sono i tratti distintivi di un’auto in grado di lasciare il segno. Poi, all’alba dei ’90, l’eccitazione stava calando e tra normative e diverse strategie, Ford ne cessò la produzione. Sino ad oggi.



La nuova Capri è davvero nuova e non lo dico tanto per dire. In primo luogo si tratta di una crossover, ovvero un SUV dalle dimensioni più compatte: 4,6 metri di lunghezza e 1,6 di altezza. La linea da coupé rimane e con essa anche la piccola coda pronunciata alla base del portellone posteriore. Il tutto è in formato famiglia e adatto ad ospitare più che comodamente cinque persone e bagagli, soprattutto grazie all’assenza del tunnel centrale. Sì, perché la nuova Capri è soltanto elettrica, lo abbiamo detto.

Disponibile – al momento – con tre differenti pacchi batterie: quella da 52 kWh e 170 cv, o la più potente 78 kWh e 340 cv, l’unica al momento equipaggiata con trazione integrale. In mezzo c’è la versione della nostra prova con 77 kWh, 286 cavalli e la trazione sul solo asse dietro. Proprio come la Ford Explorer, con la quale condivide praticamente tutto, ovvero la nota piattaforma MEB del gruppo Volkswagen.


Questa però non è una noiosissima VW ID e il suo look mi ha convinto sin da subito. Certo il giallo Daytona del modello di lancio ha una presenza non da poco, ma a lungo andare reputo che un colore più sobrio come l’Agate Black sia più consono a questo tipo di vettura. I grossi cerchi da 20” accentuano l’imponenza del profilo laterale, ma avrei preferito pneumatici con una spalla più ridotta, non solo per questioni estetiche, ma per rendere più preciso l’handling quando ti rendi conto che i quasi trecento cavalli dell’elettrico non sono affatto pochi.

La Capri non è un’auto gigantesca, perlomeno non da fuori, ma il peso che si porta appresso non è ridotto all’osso: 2.129 kg. Ecco perché il binomio prestazioni/autonomia sarà la diretta conseguenza dell’approccio alla guida. Occorrono appena 6,4 secondi per lo 0-100 e la velocità massima è limitata elettronicamente a 180 orari. La casa dichiara 627 km di autonomia con le batterie cariche al massimo e tra Brake Mode e un po’ di sano criterio non è un valore neppure così lontano.


Siamo tutti d’accordo che in accelerazione dovremo fare a meno del grido metallico della 3.000 GXL, ma selezionando Sport, oppure configurando secondo le proprie preferenze i vari settaggi di sterzo e dinamica di guida, una strada scevra di rettilinei è tutto ciò che vorrete incontrare nel cammino verso casa. Peccato che con un’altezza da terra pronunciata, due terzi del listino faranno a meno della trazione integrale, ma ciò non toglie che senza coinvolgere sterrato pesante, la Capri possa benissimo allontanarsi dall’asfalto per qualche piccola escursione.

VW ha lasciato gli odiosi tasti touch su volante e console luci, come anche l’unico comando per gestire l’apertura dei finestrini, ma è un difetto che passa in secondo piano quando si apprezza la rilassatezza offerta dalla vettura, sia sulle brevi sia sulle lunghe distanze. Sulla razza inferiore troviamo un richiamo al passato, con i fori tondi a giocare la carta amarcord. Il grande display verticale da 14,6” è più che completo e anche in questo caso può essere inclinato sino a celare un vano portaoggetti ricavato sul pianale centrale.


Sebbene si discosti in maniera siderale rispetto alla Capri che conoscevamo sino ad ora, reputo che trovi più logica un modello di questo tipo, piuttosto che la trasformazione adoperata sull’Explorer, che da grosso SUV è diventato un crossover elettrico di dimensioni (-16 cm) addirittura più ridotte rispetto alla nostra Capri. E lo dico con la consapevolezza che la stessa Explorer EV sia un ottimo prodotto. Solo che l’avrei preferita com’era, proprio perché nel collettivo – o perlomeno nella mia scatola cranica – rappresenta l’auto con la quale vorrei viaggiare senza meta, senza colonnine di ricarica e dove l’asfalto non è contemplato.

Ok, stavamo parlando della Capri. Chissà, potrebbe essere la prossima cartolina che busserà alla vostra porta, perché in fin dei conti è davvero un’auto incredibilmente interessante, anche mettendo nell’equazione l’eco del modello che hanno posseduto i nostri genitori. Non costa poco, ma ormai non è più una novità. Per una versione come quella che abbiamo avuto in prova si superano i 50.000€ (arrivando a €54.500) e nonostante i tempi di ricarica siano sempre meno impegnativi, è indubbio che per gran parte dei potenziali clienti si ridurrà tutto alla predisposizione verso la mobilità elettrica. Se questo non solletica alcun dubbio nella vostra scelta, preparatevi a partire. Si vola per Capri.
FORD CAPRI PREMIUM EXTENDED RANGE
Motore Elettrico con batterie da 77 kWh Potenza 286 hp Coppia 545 Nm
Trazione Posteriore Trasmissione Cambio Automatico a Rapporto Unico Peso 2.129 kg
0-100 km/h 6,4 sec Velocità massima 180 km/h (limitata) Prezzo €54.500 Autonomia 627 km (dichiarati dalla casa)
