Per coloro che pensavano di aver visto tutto ed essersi rassegnati al fatto che certe emozioni non sarebbe più stato possibile provarle. In un mondo che corre veloce e sembra voltare le spalle a chi vive di passione e puro amore per la guida, tutto sembra perduto. Ma poi arriva Lambo e rimescola ogni convinzione. La Sterrato non è solo un’auto, ma un invito a stupirsi di nuovo. Un biglietto per un viaggio ai confini della realtà.

Testo Alessandro Marrone / Foto Jay Tomei
L’ossessione o pensiero ossessivo è un fenomeno psicopatologico che consiste in un’idea fissa o in una rappresentazione mentale accompagnata da un vissuto ansiogeno e che il soggetto non può controllare pur avendone coscienza. Questo è cio che dice Wikipedia. Per il sottoscritto assume le spigolose forme della Lamborghini Huracán Sterrato, ovvero la variante più folle della supersportiva di Sant’Agata Bolognese che dal 2014 ha ridefinito il concetto di performance con un’incalcolabile serie di versioni, tutte contraddistinte da quella vena di pazzia che rende Lambo ciò che è nel cuore degli appassionati. Con la Sterrato ci si è spinti oltre e persino allontanati da quell’asfalto così indispensabile quando si immaginano prestazioni al servizio di accelerazione, velocità e percorrenze di curva. E quando l’ossessione culmina nel compiacimento si raggiunge un picco emotivo che lascia un segno indelebile nel nostro profondo. Qualcosa che con il passare del tempo e l’addomesticamento delle nostre pulsioni più primordiali assumerà un valore ancora più intenso.


Come la definite voi un’auto da sogno? Io l’ho sempre affiancata ad una linea mozzafiato, un look che ti fa voltare a osservarla quasi alla ricerca di nuovi dettagli passati chissà come inosservati agli innumerevoli sguardi precedenti. Deve essere veloce e scuotere la cassa toracica ad ogni accelerazione. Lamborghini sa di cosa sto parlando perché da oltre mezzo secolo incarna la quintessenza dell’esasperazione di ogni concetto legato a look e performance. E se i tempi della Miura sono ormai lontani e le incognite del futuro avanzano inesorabili, il modo migliore per dire addio alla due posti di Sant’Agata sembrava essere quello di realizzare qualcosa di ancora più speciale delle molte versioni che abbiamo accolto negli anni. Parlo della Performante, dell’aggiornamento EVO, della stratosferica STO (provata recentemente) e della Tecnica. Non mancava nulla, ma qualcuno ai piani alti ha pensato di giocare il jolly e trarre ispirazione da un sogno, contesto in cui le regole sono spesso stravolte.

Nasce così la Huracán Sterrato, un’edizione limitata a sole 1.499 unità e capace di abbandonare l’asfalto e trasporre la furia del toro più scatenato lontana da cordoli e strade lisce. È un cocktail esplosivo che profuma di salto nel buio, di azzardo ingegneristico e che ricorda perché Lamborghini sia sempre il primo nome a venire in mente quando si parla di pazzia motoristica. È esilarante soltanto osservarla, perché non fa assolutamente nulla per nascondere il proprio istinto, quello di un’autentica supercar che adotta passaruota rivettati, due gruppi ottici a LED aggiuntivi sul becco anteriore, barre porta tutto sul tetto e un pronunciato fascione protettivo al posteriore. Si nota subito la maggiore altezza da terra rispetto alla EVO (+ 4,4 cm) e l’aver preferito cerchi da 19” ai 20”, peraltro abbinati a pneumatici All-Terrain che torneranno utili nel contesto di utilizzo ideale della Sterrato, proprio come la protezione sottoscocca in alluminio.




Dalle ultime file del mio cervello sento un neurone bisbigliare “è inutile”. “Chi mai userà una Huracán in questo modo?” e la risposta più semplice e diretta è la stessa che elenca quanti possessori di Aventador SVJ trascorrano i weekend in pista a caccia di record sul giro e quanti Urus incrociate su qualche sentiero sperduto in cima alle montagne. Tutto è relativo e tutto trova un senso assoluto nella pura consapevolezza che un oggetto esclusivo come questo sia tuttavia in grado di fare ogni cosa in maniera eccezionale. Percorro così qualche centinaio di chilometri autostradali nelle peggiori condizioni meteo possibili. Forti piogge, raffiche di vento, pozze che sembrano uscite dai più avvincenti passaggi dell’Odissea e tutto nel più totale senso di sicurezza garantito da un corpo vettura meno rasente al suolo e più incline alle avversità atmosferiche, almeno quanto quelle del fondo stradale.

Le tre modalità disponibili sono Strada, ovvero quella maggiormente bilanciata, Sport e Rally, con quest’ultima che imposta la gestione della trazione integrale in maniera da sfruttare al meglio la potenza su fondi con scarsa aderenza. Imposto il cambio automatico a 7 rapporti in modalità manuale e mentre pizzico i paddle fissi al piantone dello sterzo ecco che entra in gioco uno degli aspetti fondamentali della Sterrato. Il V10 aspirato rimane infatti invariato rispetto alla EVO, con 610 cavalli di potenza che una volta superata la soglia dei 3.000/3.500 giri entrano in abitacolo con la tradizionale prepotenza che rende speciale ogni spostamento. L’asfalto è ingrato e il grip precario, ma gli pneumatici dedicati Bridgestone LM005 sono il tramite perfetto per non alleggerire, anche quando il buon senso imporrebbe il contrario. La Huracán Sterrato strilla come ricordavo e con grande stupore ti permette di entrare subito in sintonia con un approccio alla guida ancora più user-friendly rispetto al solito. È incredibile come riesca a trasmettere un senso di sicurezza tale anche nel bel mezzo di un diluvio.






Fortunatamente, qualche giorno più tardi è tornato il sole. Parliamoci chiaro: avendo a disposizione una potenza simile non puoi fare a meno di pizzicare la linea rossa e cercare di capire realmente quanto sia rimasto della supercar Huracán nella metamorfosi che l’ha resa Sterrato. Su asfalto asciutto mi rendo conto che il 5.2-litri è quello strumento musicale del quale non puoi fare a meno. L’erogazione lungo la scala dei giri è corposa e ti permette di percepire i giri al minuto nell’ordine delle decine. Il pedale destro ha un’escursione precisa come se fosse uno strumento chirurgico, il che è sorprendente dato che osservandola da fuori pare tutt’altro che un oggetto (ancora) pensato per lasciar percepire differenze misurabili in centesimi di secondo.

Scalo un paio di marce e affondo sull’acceleratore. La Sterrato schizza in avanti senza la benché minima incertezza. Dietro le spalle, appena oltre il Rollbar in titanio (optional da €3.641) il V10 ingurgita aria e trasforma benzina in rumore. In rilascio ci si fa accompagnare dagli scoppi dell’impianto di scarico e ben presto mi rendo conto che la Sterrato legge bene il fondo stradale, pur tenendo conto di quella moderazione dovuta a gomme con spalla e mescola differente rispetto ad una qualsiasi altra Huracán. Non sta tutto nella velocità in curva, perché se vivete tra un punto di corda e l’altro, allora questo non è l’oggetto che fa per voi. Tuttavia la Sterrato si muove incredibilmente veloce e il fatto di farlo senza gridare aiuto alla vista di una buca in mezzo alla strada consente un utilizzo non solo più ampio, ma decisamente più rilassato delle vettura.


La Casa dichiara 3,4 secondi per scattare da 0 a 100 km/h e una velocità massima limitata elettronicamente a 260 orari, a riprova che la velocità non è il fattore di riferimento assoluto, ma soltanto una delle parti di un progetto incredibilmente ambizioso. E dove termina l’asfalto e una strada bianca imporrebbe un logico stop all’avventura odierna, tieni giù il gas e scopri realmente l’essenza della Sterrato. In modalità Rally è come volare sulla terra. Con il posteriore che allarga quanto basta e l’anteriore che entra in gioco con un tempismo perfetto, mordendo la superficie imperfetta e lasciando che la Lambo si insinui tra le sterpaglie, là dove non avreste mai pensato di avanzare così velocemente e con una colonna sonora di questo tipo.

Le sospensioni leggono le asperità e filtrano informazioni sin dentro l’abitacolo. Osservando il display del navigatore scopri di esser diventato un puntino perso in mezzo al nulla e mentre sei costretto a mantenere elevata la concentrazione e la presa sul volante con corona in Alcantara segui l’unica direzione possibile: avanti. In perfetto stile Explorers Club, ma con la cavalleria di un pezzo iconico come quel badge là davanti impone, sigillo di passione e amore per qualcosa che tracci la propria strada e non si limiti a seguire quella di altri. Lamborghini è da sempre l’apoteosi di un concetto di design e prestazioni fuori dal tempo e la Huracán Sterrato ne è la conferma. Osservare la nuvola di polvere nascondere negli specchietti retrovisori (quelli laterali, perché quello centrale è ostruito dal pannello copri motore) la strada appena percorsa e nel frattempo avanzare dove non avresti mai pensato possibile non fa altro che confermare quanto sia un prodotto fenomenale. Ecco perché i 1.499 modelli realizzati sono finiti sold out nel giro di un paio di minuti.



Il sentiero si allarga e la terra diventa quasi sabbia. Non un accenno di incertezza, ma i 560 Nm di coppia che tengono in tiro il V10 che a tratti diventa quasi assordante. Sublime. All’improvviso le gomme stridono per una frazione di secondo e tornano a mordere del caro vecchio asfalto. Un millisecondo di assestamento e con la terza marcia già a 4.800 giri, affondo il gas a pavimento e lascio che l’invisibile contatto con l’aria ripulisca la superficie della Lambo, nel nostro caso in Grigio Volcano con decals in Verde Scandal riprese anche per le pinze freno, il tutto alla modica cifra di circa €18.400. Numeri che mai come in questo caso mi sono sembrati perfettamente giustificati per il semplice fatto che non ci si trovi di fronte ad un’ottima automobile, ma ad un oggetto anni luce distante da qualsiasi definizione assoluta. Non puoi definirla semplice supercar, come non puoi chiamarla SUV, tantomeno crossover. È la Huracán Sterrato, ecco cos’è. E come tale ha creato il proprio sistema solare, un universo nel quale potrebbe capitare di incontrare una certa Porsche 911 Dakar, senz’altro meno esclusiva.



Ancora una volta mi rendo conto che si parla di emozioni, più che di ogni altra cosa. E quando ciò accade è la riprova che il progetto Sterrato abbia centrato in pieno quanto si fosse preposto in fase di creazione. La Huracán Sterrato non è una semplice auto esotica, ma un qualcosa capace di offrire un’esperienza differente rispetto a quanto abbia mai provato sino ad ora. Non parlo soltanto della tranquillità concessa da una maggiore altezza da terra e dalle protezioni del sottoscocca, aspetto utilissimo anche in un utilizzo quotidiano più civile rispetto a quello in cui potete tuttavia condurre la vettura. Abbina performance pur sempre degne di una Lambo ad un’immagine trasgressiva che evoca curiosità e lascia correre l’immaginazione, viaggiando dove non sempre vi sono strade. E nel mentre lo fa a velocità ben più che ragguardevoli. La Huracán Sterrato divora l’asfalto, terreni sconnessi e anche se non sarà mai un off-roader ti permette di arrivare lassù, in quell’angolo di mondo interdetto a vetture di questo tipo.



Là è dove puoi infine spegnere il V10 e goderti lo spettacolo della natura, immerso in un silenzio che sembra far ancora riecheggiare l’urlo di un propulsore al quale dobbiamo purtroppo dire addio. Emozioni di questo tipo sono più uniche che rare. Sono momenti da custodire nel cuore e nello spirito, testimonianza di un’epoca fatta di rumori meccanici che grondano adrenalina. Immaginatevi in futuro, raccontare ai vostri pronipoti di quella volta che avete guidato una Huracán sino in cima a qualche sentiero. Vi crederanno pazzo, ma voi sapete che è vero e probabilmente, anche tra altri 50 anni, il ricordo della Sterrato sarà ancora vivo e forte nel vostro cuore di appassionato. Perché oggetti simili non sono soltanto grandi auto, ma sono strumenti che trascendono il tempo, oggetti destinati a sopravvivere e raccontare di avventure che molti considererebbero ai confini della realtà.

LAMBORGHINI HURACÁN STERRATO
Motore V10 cilindri, 5.204 cc Potenza 610 hp @ 8.000 rpm Coppia 560 Nm @ 6.500 rpm
Trazione Integrale Trasmissione Cambio Automatico a 7 rapporti Peso 1.721 kg
0-100 km/h 3,4 sec Velocità massima 216 km/h (limitata) Prezzo da €269.000| €332.026 esemplare in prova
