Noble M500 | Back to Basics
Testo Federico Madia / Foto Gunhill Studios – Noble Automotive
Probabilmente il nome Noble vi accende un paio di lampadine. La M12 del 2001 e la potentissima M600 del 2010. Poi più nulla, sino ad ora, dato che il piccolo costruttore inglese risponde ai desideri dei puristi con la nuova M500, la quale non si pone soltanto come oggetto definitivo per il coinvolgimento alla guida, ma lo fa andando a spuntare tutte le caselline dell’almanacco del piccolo guidatore analogico, rifinendo il tutto con un prezzo che promette di restare su territori tutto sommato umani, perlomeno trattandosi di una supercar, ovvero attorno a €180.000.

Ok, abbiamo capito che non sarà l’alternativa alla più classica delle Golf, ma il pacchetto che rappresenta Noble oggi è un’auto di molto differente rispetto alla M600 e non solo in termini di dimensioni e peso, ma proprio a livello di guida. La nuova M500 è un’arma per la strada e per la pista, la quale trova massima espressione grazie ad un telaio semplice e che rispecchia la natura meccanica e priva di fronzoli ed elettronica del modello in questione. Tutto qui è pensato per andare veloce, per trasmettere feedback sinceri al fondoschiena del guidatore ed elevare il piacere di guida secondo quei canoni ormai dimenticati dai grandi costruttori.

Stiamo parlando di un comparto motore/cambio che si assesta su livelli estatici, ma non esasperati, grazie ad un Ford Ecoboost da 3.5-litri, un V6 twin-turbo – lo stesso del Raptor – capace di erogare 558 cavalli sul solo asse posteriore e farlo avvalendosi di una trasmissione manuale a 6 rapporti, l’unica offerta da Noble e presa in prestito da una supercar iconica come la Lamborghini Gallardo. Ecco perché perdonerete se i gruppi ottici, sia quelli anteriori sia quelli posteriori, sono stati presi da un magazzino lasciato aperto e non disegnati da zero. Noble, come per tutte le piccole factory britanniche, è uno di quei nomi che preferisce investire in ciò che conta realmente, l’handling in questo caso. Infatti, la M500 gode di una guidabilità affinata e resa più agile rispetto alla M600 che va idealmente a sostituire, non solo grazie a dimensioni e peso più contenuti, ma proprio per via di un assetto comunicativo all’inverosimile e provvisto di sospensioni a doppio braccio oscillante e molle elicoidali con ammortizzatori passivi.


Con una linea esterna da tipica supercar, che richiama qua e là qualche modello europeo (MP4-12C, GTA Spano), ma che nel complesso gode di vita e identità proprie, sottolinea la proprie indole corsaiola con un abitacolo scevro di orpelli, affogato in Alcantara e che mette il guidatore al centro del microcosmo Noble. Il cruscotto digitale è completo, eppure per nulla caotico, ci sono poi due schermi touch e qualche pulsante fisico, tutto ovviamente in secondo piano rispetto a quella leva del cambio con gabbia a vista. Click, clack. Ad ogni cambiata corrisponde un innesto meccanico dal sapore metallico, un calcio nella schiena offerto dal doppio turbo e da una potenza che ricorda che il peso complessivo è roba da probabile ritiro di patente.

Fasciato nei suoi sedili a guscio ti meravigli quasi di quanto la M500 sia in realtà abbastanza civilizzata da poterci convivere nell’uso quotidiano, ma resta il fatto che si tratti di un’auto per occasioni speciali, per scannare una strada secondaria o tirare il tempone in pista. La precisione chirurgica e l’apparentemente placida violenza con cui ingurgita asfalto ricordano che la cosiddetta “piccola” Noble ha una potenza da non sottovalutare. Per intenderci, non è una semplice auto sportiva, è una vera e propria supercar che costa come una Classe S di metà listino.


Chiamarla sogno alla portata di tutti sarebbe irriguardoso, non sono spiccioli. Ma nell’attuale e spesso elitario panorama delle auto da sogno, la M500 spicca per un prezzo d’attacco interessante – la Corvette C8 Z06 costa €15.000 in più – e soprattutto perché è una tra le poche che offre un’esperienza di guida che pur non rinunciando agli attuali canoni prestazionali, trasla il tutto su un piano analogico. Noble, qualità sopra la quantità. Potrebbe essere un’idea per un nuovo slogan, ma poco importa perché i fatti valgono più di mille parole. E qui ce ne sono a palate.
