Renault 5 E-Tech | Test Drive
Siamo abituati a revival di ogni tipo e il più delle volte restiamo con l’amaro in bocca e la consapevolezza che certe cose non torneranno più. La nuova Renault 5 rompe lo schema e da vita ad una nuova speranza per la mobilità, non soltanto quella elettrica. Hey Reno, ho ancora voglia di guidare!
Testo Andrea Albertazzi / Foto Gian Romero

Il sabato pomeriggio è sempre stato il momento della settimana che preferisco. Oggi lo è per un motivo ben preciso, per il sapore di weekend che scorre nell’aria, ma quando ero piccolo significava che mio padre sarebbe venuto a prendermi dalla partita di calcio con la sua Renault 5. Ok, era tutta un’altra auto rispetto a quella che è tornata in listino oggi. Era la GT Turbo, meglio nota come Vedova Nera per via di prestazioni pazzesche unite ad un comportamento su strada a volte imprevedibile, altre volte oltre il confine del rischio. È sabato pomeriggio, ho qualche anno in più sulle spalle ed è meglio che non corra troppo nel campetto, altrimenti potrei finire in rianimazione. Il lato positivo è che ho la chiave (a scheda) della nuova Renault 5. Un confronto rischioso, un costante paragone con un’entità che ha motorizzato milioni di persone dagli anni 70 alla metà degli anni 80.



Quando è stata inizialmente presentata al grande pubblico, il pensiero universale è stato che il modello finito – quello destinato alla produzione – non sarebbe stato per niente simile alla concept, ma i francesi ci hanno stupito e fatto un enorme regalo, perché il modello arrivato da pochi mesi su strada è sostanzialmente identico. Sono evidenti i richiami alla piccola utilitaria, logicamente adeguati a dimensioni maggiori ed a tutti quei vincoli legati alla sicurezza attiva e passiva. E poi c’è il motore, o meglio l’assenza di un motore, dato che la nuova R5 è disponibile soltanto in versione elettrica e soltanto con 5 porte, il che arriccia qualche naso, ma promette di mettere tutti d’accordo non appena la si conosce un po’ meglio.

Mentre mi avvicino comincio a sentire delle sensazioni che nel panorama odierno provi sempre più raramente. Una sorta di pelle d’oca mi assale nel preciso istante in cui i ricordi viaggiano indietro di qualche decennio e mentre gioco quasi a spuntare i richiami con la sua antenata, mi rendo conto che i designer abbiano svolto un lavoro immenso, sia per essere riusciti a contestualizzare omaggi stilistici con alcuni dei più classici tratti della vecchia R5, sia perché il risultato finale lascia a bocca aperta, in un misto tra simpatia e vera e propria attrazione. Spesso si tende a definire un’auto all’interno del proprio segmento, ma fidatevi quando vi dico che – soprattutto vista in carne ed ossa – la R5 è una tra le più belle vetture disponibili sul mercato oggi.



Le dimensioni esterne sono perfettamente accettabili: poco meno di 4 metri di lunghezza (392 cm), 150 cm di altezza e 177 cm di larghezza, con un passo di 254 cm che consente agli occupanti posteriori di affrontare gli spostamenti (magari non lunghissimi) senza sacrificarsi troppo tra testa e gambe. Primo obiettivo centrato quindi, grazie all’utilizzo della piattaforma AmpR Small, dedicata per piccoli veicoli 100% elettrici. Il posto in cui vorrete stare è però là davanti. Ed è qui che la R5 mi lascia del tutto a bocca aperta. Il design è quanto di meglio si possa trovare, in un mix di sportività offerto dai fantastici sedili, dal volante squadrato e dai materiali utilizzati per il cruscotto con cuciture a vista, o per il cielo con pattern quadrettato. Insomma, non c’è un millimetro lasciato al caso, fatta forse eccezione di quel piccolo incavo ricavato a ridosso della piastra di ricarica a induzione per lo smartphone. Ci sono poi due display digitali, quello da 7 o 10 pollici (a seconda della versione) e quello touch da 10” che si avvale di Android Automotive e di mappe Google, ergo è velocissimo e molto ma molto preciso, calcolando anche le eventuali soste per la ricarica.




Ad arricchire il sistema di infotainment c’è anche Reno, l’assistente digitale azionabile con comando vocale, un gadget tanto simpatico quanto utile, anche per azioni più “meccaniche” come aprire i finestrini o regolare il climatizzatore. Se la seduta è ottima e non sembra affatto quella che ricordavate sulla vecchia Renault 5 dei vostri genitori, il montante anteriore sinistro copre sulla tre quarti e il solito affollamento sul lato destro del piantone del volante vi farà finire per azionare i tergicristalli quando invece avreste dovuto innescare la retromarcia, situazione comune a quasi tutte le vetture del brand francese. E poi? E poi si parte, perché la R5 è bella da guardare, almeno quanto lo è da guidare. Il fatto di essere totalmente elettrica le consente di muoversi silenziosa e leggera come una farfalla, dimostrando che gli anni trascorsi dall’ultima volta che si è parlato di una nuova Renault 5 hanno portato ad una tipologia di guida di molto differente.




Il pacco batterie da 52 kWh garantisce una potenza massima di 150 cavalli e una coppia di 245 Nm, tutto sul solo asse anteriore. Avere 35 cavalli in più rispetto alla GT Turbo non significa necessariamente che ci si trovi a bordo di una vettura con la stessa indole sportiva, perché stiamo pur sempre parlando di un modello principalmente pensato per la quotidianità. I cavalli a disposizione permettono di muovere un peso tutto sommato ridotto – soprattutto in ambito elettrico – di appena 1 tonnellata e mezzo e di farlo con grande scioltezza, sia in accelerazione da fermo, sia alle medie andature. Tenete conto che impiega appena 8 secondi per passare da 0 a 100 km/h, il tutto coinvolgendo anche un leggero pattinamento delle ruote anteriori, quasi a ricordare lo spirito ribelle dell’antenata, mentre la velocità massima è saggiamente limitata a 150 orari, giusto per non dar fondo alla batteria in tempo zero.




La casa dichiara un’autonomia nel ciclo misto WLTP di circa 412 km e debbo dire che dopo averla provata in tutti i contesti possibili, ho riscontrato un consumo in linea con quanto garantito da Renault. Valori che scendono qualora si utilizzi parecchio in autostrada, dove la rigenerazione delle batterie viene in pratica azzerata, ma del resto stiamo pur sempre parlando di una compatta che predilige la città, senza per questo impedire un viaggio fuoriporta. Restando sempre sul fronte del risparmio energetico, abbiamo la possibilità di guidare in Brake Mode, rigenerando in frenata e trovandoci quasi con una sorta di one pedal drive, mentre per quel che riguarda le modalità di guida abbiamo Normal, Eco, Sport e Perso, la quale consente di configurare i vari parametri di guida. Stesso discorso per i numerosi ADAS, escludibili tramite apposito pulsante, una soluzione che tutti i costruttori dovrebbero adottare.



La R5 è l’auto che ti stupisce e lo fa ogni singolo giorno. Ogni mattina quando scendo in garage e la osservo, scorgo un nuovo dettaglio, un nuovo richiamo e qualche chicca alla quale magari non avevo prestato attenzione, come per esempio quell’elemento quadrato presente su un lato del cofano anteriore e che anziché essere una presa d’aria illumina il numero 5 a seconda della carica residua delle batterie. A proposito, in corrente alternata ricarichi sino a 11 kW, mentre in continua sino a 100 kW, il che – avendo un pacco batterie di dimensioni contenuti – riduce parecchio i tempi di permanenza alla colonnina. Appurato che esteticamente sia qualcosa di squisito e dolce come il primo donut al cioccolato dopo una dieta di mesi a base di lattuga e carciofi, la R5 si dimostra precisa e divertente nella guida, anche laddove le si venga chiesto più di quanto in realtà sia tenuta a fare.

In questo frangente le sospensioni McPherson all’anteriore e a ruote indipendenti al posteriore favoriscono gli inserimenti in curva, non facendo mai percepire quanto l’assetto sia principalmente tarato per un comportamento più turistico e rilassato di quanto farà la controparte più sportiva, ovvero l’Alpine A290. Credevo che divertirsi alla guida implicasse un motore rumoroso e tanta voglia di strappare l’asfalto, ma la nuova R5 mi ha fatto ricredere. Non solo, ha dimostrato un punto che reputo fondamentale e che molti spesso trascurano quando si parla di auto elettriche, case costruttrici in primis. Con la R5 ti ritrovi in un contesto nel quale la (peraltro ottima) autonomia a disposizione non rappresenta mai un problema. Guidi senza pensieri e la sfrutti per il comparto tecnologico e meccanico che offre. Ecco perché ha infinitamente più senso di quelle berline o coupé con migliaia di cavalli, che in fin dei conti vi costringeranno a tenere al guinzaglio il piede destro per cercare di migliorare l’autonomia residua sulle lunghe tratte. La R5 è come un adolescente senza pensieri, che non conosce limiti e che vive ancora inseguendo le proprie emozioni, anziché cercando di essere meglio del vicino di casa. Non è soltanto una tra le migliori auto elettriche, ma è una tra le migliori auto che possiate acquistare. È questo che mi ha sorpreso più di ogni altra cosa. È questo che per quella che è forse la prima volta di sempre, il ritorno di un mito è stato addirittura in grado di superare la propria antenata. La R5 è il tributo definitivo, è il futuro elettrico che finalmente fa tirare un sospiro di sollievo e che anche se tutt’altro che super-cheap (la versione con 150 cavalli parte da almeno €32.900) rappresenta quello che considero un punto di svolta nel panorama. Tiriamo una riga, perché da oggi in poi qualsiasi compatta avrà un nuovo riferimento al quale guardare.

RENAULT 5 E-TECH
Motore Elettrico con batteria da 52 kWh Potenza 150 hp Coppia 245 Nm
Trazione Anteriore Trasmissione Cambio Automatico a Rapporto Unico Peso 1.524 kg
0-100 km/h 8 sec Velocità massima 150 km/h Prezzo da€32.900 Autonomia 412 km (dichiarati dalla casa)
