Talbot-Lago T150 SS | L’Alba delle Gran Turismo da Competizione
Nel panorama delle automobili d’epoca di più alto pregio tecnico ed estetico, la Talbot-Lago T150C SS Roadster occupa un posto d’onore. Se il suo nome non rientra in quelli a voi familiari è perché è stata prodotta in pochissimi esemplari tra la fine degli anni ’30. Non è solo un capolavoro di ingegneria automobilistica dell’epoca, ma anche un simbolo della transizione tra le macchine da corsa e le grand tourer destinate alla strada.
La T150C SS nasce da una derivazione racing: il telaio e la meccanica originali sono stati concepiti per gareggiare nei Grand Prix di fine anni ’30, in ottemperanza alle nuove normative internazionali che favorivano vetture di tipo sportivo in grado di coprire distanze elevate con affidabilità e prestazioni costanti. Questa eredità è evidente nelle scelte tecniche adottate già dal modello di base T150C: telaio a sezione scatolata robusto, sospensioni anteriori indipendenti e l’adozione di un cambio Wilson a quattro rapporti con preselettore, una soluzione sofisticata per l’epoca che consentiva cambi marcia più fluidi e precisi rispetto alle trasmissioni manuali convenzionali.

Il motore è un 6 cilindri in linea da circa 4 litri con camere di combustione emisferiche, progettato per massimizzare la potenza erogata pur mantenendo fluidità di funzionamento. Nella configurazione stradale di fabbrica, l’unità eroga all’incirca 140 cv grazie all’alimentazione mediante tripli carburatori Zenith-Stromberg, abbinati alla già citata trasmissione a preselettore Wilson. Questa combinazione di potenza, coppia e rapporto peso/potenza permette alla Roadster di raggiungere velocità elevate per l’epoca: nell’ordine di circa 185 km/h su strada.

Il telaio a passo corto (2.650 mm circa) utilizzato per la versione SS, rispetto alla variante a passo lungo, conferisce alla vettura una maggiore agilità e risposta più pronta nei cambi di direzione. La sospensione anteriore indipendente unita a un assale posteriore rigido con balestre semiellittiche garantisce un compromesso efficace tra controllo e comfort, pur restando fedele alla vocazione sportiva del progetto. Il sistema frenante, basato su tamburi meccanici su tutte e quattro le ruote, sebbene ormai obsoleto per gli standard moderni, rappresentava all’epoca una soluzione robusta e relativamente affidabile per l’uso prolungato.

Come detto, l’importanza della T150C SS Roadster non si limita però alle innovative soluzioni meccaniche. La carrozzeria è tra gli aspetti più apprezzati, frutto della collaborazione con il celebre atelier Figoni & Falaschi. I carrozzieri parigini, famosi per il loro approccio estetico “teardrop” — ovvero a goccia d’acqua — concepirono linee estremamente filanti che riducevano la resistenza aerodinamica e conferivano alla vettura un aspetto a dir poco elegante. Caratteristiche come il parabrezza inclinato, le fiancate lisce, i fari integrati e le superfici continue senza interruzioni enfatizzano l’effetto di scultura automobilistica, facendo della T150C SS una delle espressioni più raffinate dello stile Art Deco applicato all’automobile.
Testo Carlo Brema / Foto RM Sotheby’s
