Tesla Model Y Long Range AWD | Test Drive
Testo Federico Madia / Foto Federico Bard
Gira che ti rigira, Tesla è sempre il Sole attorno al quale ruotano tutti gli altri mondi elettrici della mobilità contemporanea. O perlomeno, questa è la percezione che ha il sottoscritto. A distanza di 14 anni dal momento in cui la prima Model S ha oltrepassato la soglia della catena di produzione, il parco circolante spinto da elettroni caricati da batterie agli ioni di litio è cambiato in maniera più che evidente. Dietro questa situazione, come è facile sappiate bene, ci sono scelte economiche, di marketing e soprattutto pseudo-imposizioni legislative che nel bene o nel male hanno ampliato l’offerta di auto ad emissioni zero e, seppure in maniera lenta rispetto a quanto sarebbe necessario, aumentato le infrastrutture atte ad agevolare il reale utilizzo di questo tipo di mobilità.


Ma torniamo a Tesla. Essendo a tutti gli effetti la prima auto elettrica ha rappresentato un punto di svolta ed a lungo è rimasta il punto di riferimento indiscusso. Ha subito aggiornamenti nel corso degli anni, pur mantenendo intatta quella capacità che sin da subito l’ha posizionata anni luce davanti ad una concorrenza che forse non ci credeva abbastanza. Il cambiamento costante ha portato dapprima a introdurre almeno un modello totalmente elettrico per quasi l’80% dei brand in listino, giunto oggi ad una percentuale ben superiore che ha portato le case costruttrici a sviluppare modelli esclusivamente pensati per ospitare batterie anziché motori a combustione. Aggiungi poi la pletora di brand (perlopiù cinesi) low-cost che approdano nel vecchio continente unicamente con modelli a zero emissioni, e Tesla non può essere più data per scontata. Non è l’unica opzione, questo è sicuro. Ma sarà ancora la migliore?



La Model Y è il crossover che ricalca lo stile dell’ammiraglia Model X, lasciando da parte le complicate e scenografiche portiere posteriori e qualche centimetro in lunghezza, altezza ed abitabilità. Detto questo, al pari della Model 3, ma esteticamente molto più armoniosa, ha da subito messo in chiaro quanto si trattasse del modello più interessante del listino del brand californiano. Tra un aggiornamento del software e l’altro, arriva quindi il momento di rivedere il lato estetico e senza dubbio debitrice dei tagli netti e sottili della Cybertruck, la nuova Model Y si aggiorna in maniera sostanziosa. Abbiamo gruppi ottici anteriori sottili come lame, una striscia LED che unisce quelli al posteriore – altrettanto affilati – e un design che non soltanto rinfresca il look del modello in sé, ma lo contraddistingue in maniera più marcata di quanto i tratti estremamente sobri non avessero mai fatto sino ad ora.





Disponibile con varie batterie, sino a salire alla versione Performance, la Long Range con trazione integrale si presenta come la scelta migliore, almeno per chi non intende risparmiare qualcosina e puntare alla entry level. Scelta che come appurato qualche tempo fa quando ci siamo messi al volante della Model 3 RWD, ha dimostrato quanto anche il primo gradino nel mondo Tesla sia perfettamente capace di offrire tutto quel che serve, proverbiali prestazioni velocistiche incluse. Certo, i cavalli di potenza extra concessi dal secondo motore elettrico non guastano mai, ma è soprattutto la trazione integrale – infatti, ogni motore dispensa energia al rispettivo asse – che contribuisce a rendere la guida ancora più rilassata, soprattutto quando il terreno non è in perfette condizioni.

Gli aggiornamenti della Model Y non sono però soltanto estetici. Se analizziamo l’abitacolo, troviamo chiaramente l’arcinoto minimalismo tanto caro a Musk. Come su Model 3 fa capolino la stripe LED colorata che percorre l’intero abitacolo e sebbene si debba ancora rinunciare ad un selettore di marcia (avanti, indietro e parking) fisico, torna quello per gli indicatori di direzione, lasciando così al volante i canonici pulsanti che dialogando con l’immancabile display touch da 15,4 pollici servono alle più svariate regolazioni. I materiali restano sobri, ma impeccabili. La pulizia di design continua ad essere un valore aggiunto e dentro ci si sta comodi in cinque, con i passeggeri dietro che hanno un generoso schermo dal quale gestire operazioni a proprio piacimento.




E a livello dinamico? Esatto, è qui che volevo arrivare. Perché la Model Y si è sempre guidata dannatamente bene. È una di quelle crossover (dalle dimensioni generose) che ti invogliano a percorrere lunghe tratte, ma che non disdegnano la coabitazione urbana. È spaziosa, ma non eccessivamente ingombrante. Per quanto riguarda le cosiddette b-roads, i tecnici Tesla dichiarano di essere intervenuti sul reparto sospensioni in maniera da rendere più morbida la guida. Il limitatore della AWD vi ferma a 200 orari, ma l’accelerazione resta pur sempre bruciante: 4,8 secondi da 0 a 100 km/h. Come avrete intuito la coppia – 493 Nm – è a disposizione subito, esattamente come i 514 cavalli di potenza, ma ricordatevi che ci si porta appresso le solite 2 tonnellate di peso.

Questo implica che il comportamento nel misto debba per forza di cose essere adeguato ad una proporzione di peso/potenza che non lascia scampo al fatto che la Model Y sarà veloce e divertente, ma pur sempre pesante. Ecco perché la scelta di tarare le sospensioni in maniera più “civilizzata” (se così vogliamo definirle) è una scelta più che giusta. Tolto il fatto che il 99,9% degli utilizzatori potrebbe non notare neppure questa differenza, lo sterzo è il protagonista assoluto dell’esperienza di guida. Preciso e diretto, a tal punto da giustificare la presenza della variante Performance, la quale mette in gioco ancora più potenza e voglia di pizzicare le curve.


Quasi dimenticavo la parte più importante: l’autonomia. Potremmo tessere le lodi costruttive e dinamiche della Model Y per ore, ma trattandosi di un’auto rivolta a chi ha necessità di spostarsi nel mondo reale e non per mero divertimento, Tesla deve garantirmi la possibilità di tornare a casa senza affrontare troppi conti circa l’autonomia residua. La casa dichiara 586 km (che sarebbero 6 in più rispetto alla Performance e 36 in meno della RWD). Partiamo dal presupposto di guidare in condizioni realistiche, alternando città a qualche tratta autostradale e – perlomeno è quanto ho ottenuto personalmente – 480 km reali sono un valore perfettamente raggiungibile. Il lato positivo è che a differenza della stragrande maggioranza di auto elettriche, le previsioni di range Tesla sono le più realistiche in assoluto. Fidatevi del computer di bordo e sfruttate l’eccezionale sistema di infotainment, con un sistema di navigazione che calcola in autonomia la soluzione di ricarica migliore lungo il tragitto che vi apprestate ad affrontare.


Tesla non sarà più l’unico Sole attorno al quale ruotano tutti i pianeti, ma per quanto riguarda la mobilità tradizionale e di utilizzo più disparato è ancora in cima alla lista. E la Model Y, forte di un aggiornamento estetico che la rende ancora più piacevole, si riconferma quale modello migliore di tutto il listino. Sul fronte prezzi e senza prendere in considerazione i molti incentivi e sconti che possono essere ottenuti a seconda del periodo e della vostra zona di residenza, la Model Y parte da circa €40.000 (RWD Standard), passando per i €45.000 della NV36 RWD. Parlando di Long Range e NV36 si sale a quota €50.000 per la trazione al posteriore e €54.000 per quella integrale come nella nostra prova. Al top troviamo la Performance, a quota €62.000, il che significa qualche chilometro di autonomia in meno, ma ancora più potenza.

TESLA MODEL Y LONG RANGE AWD
Motore Elettrico con batterie da 75 Kwh Potenza 514 hp Coppia 493 Nm
Trazione Integrale Trasmissione Cambio Automatico a Singolo Rapporto Peso 2.072 kg
0-100 km/h 4,8 sec Velocità massima 201 km/h Prezzo €53.970 Autonomia 586 km (dichiarata dalla casa)
