Auto e Moto d’Epoca 2025 | È Bologna La Nuova Capitale Del Motorismo Vintage
A cura di Marco Rallo
C’è un ronzio particolare che aleggia nell’aria quando questo tipo di motori si accendono: un misto di benzina, nostalgia e pura eccitazione meccanica. È il suono della passione, quella che ha invaso BolognaFiere dal 23 al 26 ottobre, per la 42ª edizione di Auto e Moto d’Epoca. Quattro giorni di folla, cromature e battiti di cuore accelerati che hanno consacrato il capoluogo emiliano come la nuova capitale del motorismo d’epoca europeo.


Con oltre 235.000 metri quadrati di esposizione distribuiti in 14 padiglioni, l’evento ha accolto collezionisti, musei, case automobilistiche e club storici da tutto il mondo. E nonostante il contesto economico tutt’altro che semplice, la fiera ha fatto registrare numeri da pole position: affluenza record, vendite in ripresa e un entusiasmo contagioso che ha unito generazioni di appassionati come mai prima d’ora.

“Auto e Moto d’Epoca non è solo una fiera, è un viaggio culturale e umano”, ha sottolineato Mario Baccaglini, presidente di Intermeeting. Effettivamente l’atmosfera nei padiglioni ha avuto qualcosa di più profondo del semplice scambio commerciale: è stata una celebrazione collettiva della memoria su ruote, un omaggio alla storia del design, della tecnica e del sogno automobilistico.

Fra un cofano spalancato e un restauro maniacale, il pubblico ha respirato la vitalità di un settore che non conosce crisi di identità. Il motorismo storico oggi è più di una passione: è una forma d’arte e di aggregazione. Lo confermano anche i dati di mercato. I visitatori non si sono limitati a guardare: i cartelli “venduta” comparsi sui parabrezza parlano di un mercato che torna a muoversi, con acquirenti sempre più giovani e consapevoli. Dico davvero, diffidate da chi sostiene il contrario avendo magari visitato la fiera in una manciata di minuti e con lo smartphone in mano.

La fascia d’età tra i 30 e i 50 anni, quella cresciuta a pane e poster della Delta Integrale o della 911 Turbo è protagonista. “Oggi il valore di un’auto non è legato solo all’età, ma alla sua unicità” ha spiegato Daniele Ferrua, CEO di Autoluce. “Chi compra, lo fa come chi acquista un’opera d’arte: per custodirla e viverla.” Un cambio di paradigma, insomma: meno ossessione per la targa nera e più attenzione alla storia, alla qualità, al fascino. È il segno di un collezionismo che evolve, senza perdere l’anima.


Ma non sono state solo le quattro ruote a brillare. Anche il comparto motociclistico ha mostrato muscoli e cuore. Gli stand delle grandi classiche italiane e delle sportive anni ’70–’90 sono stati presi d’assalto da un pubblico esperto e curioso. I venditori parlano di affari concreti e di interesse crescente per modelli che raccontano l’epopea del motociclismo Made in Italy, da Ducati a Moto Guzzi. È la conferma che la cultura motoristica nazionale è ancora un faro nel panorama internazionale.

Tra le tante attrazioni di questa edizione, due esposizioni hanno rubato la scena. La mostra dedicata ai 75 anni della Formula 1 ha offerto un colpo d’occhio da brividi: 30 monoposto originali – mai riunite prima – che hanno raccontato la storia di un mito fatto di coraggio e velocità. Dalla Lotus di Clark alle moderne Mercedes ibride, fantastico.

Alla chiusura dei cancelli, BolognaFiere ha confermato di essere più di una semplice location: è diventata il punto d’incontro europeo per chi considera i motori parte integrante del proprio patrimonio culturale. Un luogo dove l’eleganza di un’Alfa Romeo d’altri tempi convive con la curiosità digitale delle nuove generazioni, dove la meccanica si trasforma in linguaggio universale.


Auto e Moto d’Epoca 2025 non è stata solo una fiera: è stata una dichiarazione d’amore per tutto ciò che scorre su quattro e due ruote. E se il futuro dell’automobilismo sarà elettrico, digitale o autonomo, poco importa. Qui, a Bologna, il rombo degli anni d’oro continua e continuerà a far vibrare il cuore e non c’è silenzio artificiale che possa competere con questo suono.
