Domenica Mattina. Tutti In Piazza Affari.
È come quando, da ragazzi, non vedevamo l’ora di scendere in cortile per giocare con gli amici, perché sapevamo che erano lì ad aspettarci, senza inviti formali e senza bisogno di accordarsi prima: è questa spontaneità e libertà che rende il raduno una fonte di gioia e non un impegno. È quello di cui tutti noi abbiamo bisogno: un pizzico di felicità.
A cura di Andrea Albertazzi / Foto Bin Jia


La domenica mattina, ci si vede in Piazza Affari. Poco importa se questo significhi mettere la sveglia prima dell’alba, laddove casa non sia all’ombra del Duomo, perché il raduno spontaneo partito nel 2021 e poi trasferitosi definitivamente in Piazza Affari nel giugno del 2023 non è soltanto un ritrovo per appassionati di auto storiche, ma un vero e proprio fenomeno socioculturale. Un magnete che lancia con eleganza e rispetto l’ennesima dimostrazione di come la passione per le auto sia più viva che mai. Qui puoi ammirare pezzi incredibili, ma soprattutto immergerti in quel sensazionale senso di comunità che rende l’amore per le quattro ruote uno dei valori più importanti da preservare e soprattutto tramandare alle nuove generazioni. Grazie all’amico comune Bruce Garage – influencer e conoscitore di auto Enrico Di Mauro – abbiamo avuto modo di incontrarci con Carlo Maria Del Conte, auctor magni eventus del fenomeno milanese ormai celebre anche oltre i confini nazionali, tanto da essere ridefinito come il pellegrinaggio domenicale di chi ama davvero le auto.

La domenica mattina tutti in Piazza Affari. Cosa succede di preciso?
A partire dalle 9.00 la Piazza incomincia a popolarsi di auto storiche di ogni epoca d’epoca, marchio, nazionalità e tipologia, dalle utilitarie alle sportive, dalle anteguerra alle youngtimer e tutto diventa un vero e proprio museo dell’automobile a cielo aperto.
Ci si incontra tra amici e appassionati, si ammirano le vetture, si chiacchiera e si creano nuove amicizie facilitate dalla comune passione. Quando sono presente porto sempre qualche bottiglia di bollicine, qualche stuzzichino e del salame, quello buono, da offrire a tutti i partecipanti. E allora anche altri arrivano, chi con una bottiglia, chi con biscotti o patatine. È un incontro tra amici e una occasione per brindare alla propria passione.
Cosa ne pensano i Milanesi?
Per molti milanesi il Raduno della Domenica è diventato un punto di interesse nel centro di Milano, un appuntamento imperdibile per gli appassionati, ma anche una piacevole sosta ed una curiosità per i passanti e i turisti..

Da cosa è nata l’idea di realizzare un raduno nel vero stile “Cars and Coffee”?
L’idea è molto semplice: perché non avere un buon motivo per tirare fuori dai garage la propria auto storica? Negli anni ’90, con alcuni amici, ci incontravamo in Via Turati e poi andavamo a prendere un caffè insieme, ma quell’incontro si era da tempo esaurito.
Così ho deciso di creare il “Raduno della Domenica Auto Storiche – Milano”, in pieno centro e come una semplice occasione per far incontrare tutte le domeniche mattina appassionati di auto storiche. È un raduno del tutto libero, spontaneo, gratuito e senza scopo di lucro. Ho telefonato ad alcuni amici, ho creato un gruppo Facebook e registrato l’ormai famoso logo con il divieto di accesso arrugginito. Il primo incontro si è tenuto il 18 aprile 2021, con 17 auto presenti. Da allora il Raduno della Domenica Auto Storiche Milano si è tenuto TUTTE le domeniche, prima in Largo Richini e poi, dal giugno 2023, in Pazza Affari: 246 raduni consecutivi (al 31 dicembre 2025). Il primo anno mediamente si presentavano una ventina di auto ad ogni incontro, ma il numero dei partecipanti è aumentato nel tempo arrivando – già nel 2023 – a oltre 80-100 auto ogni domenica, con punte di oltre 220 auto nelle domeniche prima di Natale o in quelle in cui si festeggia il compleanno del Raduno a metà aprile.


Quali sono i punti di forza che hanno contribuito a creare lo zoccolo duro e attirare sempre nuovi appassionati?
Credo il fatto che si tratti di un incontro libero, gratuito, inclusivo e senza scopo di lucro. La possibilità di vedere auto di ogni epoca e tipologia in un unico posto, il piacere di brindare assieme e incontrare nuovi amici con la stessa passione, il tutto senza bisogno di prenotare o preoccuparsi di “dover” venire: chi c’è, c’è, con la massima libertà.
Tanti partecipanti mi hanno detto che non vedono l’ora che arrivi la domenica mattina per venire al raduno. È come quando, da ragazzi, non vedevamo l’ora di scendere in cortile per giocare con gli amici, perché sapevamo che erano lì ad aspettarci, senza inviti formali e senza bisogno di accordarsi prima: è questa spontaneità e libertà che rende il raduno una fonte di gioia e non un impegno. È quello di cui tutti noi abbiamo bisogno: un pizzico di felicità.

Adesso raccontaci qualcosa di Carlo Maria Del Conte, l’appassionato di auto storiche.
Faccio l’avvocato e mi occupo di contratti internazionali nel settore dell’energia e della realizzazione di impianti. Amo il mio lavoro, ma la mia passione sono le auto, una passione che tengo ben distinta dal mio lavoro. È una passione, alcuni dicono una “malattia”, che ho contratto sin da sin da piccolo, quando la mamma accompagnava me e mio fratello a scuola prima con una vecchia Ford Anglia e poi con una Triumph 2000 berlina d’occasione. La mia prima auto è stata una Triumph Spitfire del 1974, acquistata con i risparmi di quando facevo il servizio militare come Carabiniere Ausiliario a Genova e ce l’ho tutt’ora.
Non ho mai visto le auto come speculazione economica ma come un grande amore: ho sempre acquistato quasi solo auto d’epoca anche per l’uso quotidiano e, se avessi potuto, le avrei tenute tutte. In effetti ne ho vendute ben poche!
Ma la mia passione più grande è per le auto storiche da corsa: corro da 25 anni in pista in vari campionati Europei con monoposto Storiche, dalla piccola Wainer-Fiat Formula Junior del 1960, che fu dei mitici Corrado Manfredini e Mario Poltronieri alla March 712M Formula 2 del 1971 ex Carlos Pace e Ronnie Peterson. Fin dove posso faccio da solo, sia pure con una buona preparazione delle vetture da parte dei miei fidati meccanici. Mi piace portarmi la vettura da corsa in giro per l’Europa con il carrello, godermi i weekend di gara e trascorrere il tempo libero nei paddock in compagnia di amici e appassionati, ammirare le altre vetture conoscere le storie di macchine e piloti, scrivere articoli in cui racconto delle avventure in pista, mangiare in compagnia e vivere le gare con lo spirito degli anni ‘60 e ’70, esattamente lo stesso spirito del raduno della domenica.

Pensi che eventi di questo tipo contribuiscano ad aumentare la passione ed il rispetto verso le auto d’epoca?
Si, certo: il Raduno della Domenica, da un lato è una occasione per i proprietari e collezionisti di auto storiche di utilizzare le proprie auto più spesso, magari a rotazione (per chi ne possiede più di una), dall’altro avvicina alle auto d’epoca tanti curiosi e passanti che si rendono conto dell’esistenza di un mondo affascinante pieno di passione e di storia. Molti hanno tirato fuori la macchina che non usavano da tanti anni o hanno recuperato la vettura del papà, della nonna o dello zio che giaceva da anni in garage perché non sapevano cosa farsene.
Ed è incredibile quanti giovani si siano avvicinati a questo mondo. Essere in centro a Milano, in una bellissima location, a due passi dal Duomo è un’occasione per far conoscere queste auto e questo mondo ad un pubblico molto più ampio di quello degli specialisti dei raduni di marca o dei concorsi di eleganza. Credo che per Milano questo Raduno sia diventato un punto di interesse da preservare e valorizzare anche dal punto di vista turistico e culturale.


Se potessi scegliere cos’altro vorresti introdurre nei vostri appuntamenti per i partecipanti ma anche verso i semplici curiosi?
Mi piacerebbe portare anche qualche monoposto storica da corsa per diffondere la conoscenza anche di questo mondo affascinante. E far comprendere come non sia così inaccessibile come si crede.
All’inizio di settembre, nella domenica del GP d’Italia, con un caro amico abbiamo portato in esposizione in Piazza una Lola Formula Indy del 1990 con motore Alfa Romeo: qualcosa che non si era mai visto nel centro di Milano e che ha suscitato grande curiosità e interesse. Ho qualche idea al riguardo e in un prossimo futuro potranno esserci delle sorprese.

Hai addirittura regalato una A112. Raccontaci come è andata.
Negli ultimi anni mi sono accorto che al Raduno partecipano molti giovani che osservano le auto storiche, scattano fotografie e confessano che il loro sogno sarebbe vivere l’evento da protagonisti, ma di non potersi permettere un’auto d’epoca. Da qui è nata un’idea semplice: perché non realizzare il sogno di uno di loro? Anch’io, da ragazzo, avrei desiderato ricevere in regalo un’auto storica e, se nessuno lo ha fatto per me, oggi posso farlo io per qualcuno che lo desidera davvero.
Ho trovato così una splendida Autobianchi A112 Elegant del 1973, con soli 32.000 km, originale e uniproprietario: una vera auto storica, perfetta per trasmettere la passione a un giovane sognatore. L’ho acquistata personalmente, senza sponsor, perché un regalo deve essere tale fino in fondo. Per scegliere il destinatario ho organizzato un concorso informale “alla vecchia maniera”, chiedendo ai candidati di scrivere a mano un tema intitolato “Il mio sogno”. Sono rimasto colpito dall’entusiasmo e dalla profondità dei 57 elaborati ricevuti.
Dopo una prima selezione ho scelto sette finalisti e durante la Festa di Natale del Raduno ho fatto la scelta finale: Alice, 18 anni, i cui occhi e le cui parole brillavano di passione. Regalare la A112 a lei mi ha dato una gioia immensa. Spero che questo gesto ispiri altri, perché condividere passione e felicità è il vero spirito del Raduno della Domenica.

Desideri aggiungere qualcosa in particolare?
Desidero ringraziare tutti gli amici che hanno capito e apprezzano lo spirito del Raduno che, lo ripeto, è del tutto libero, spontaneo, amichevole senza scopo di lucro e senza secondi fini commerciali.
Uno spirito che ha consentito la creazione di sincere amicizie. Uno spirito che spero contribuisca a diffondere la nostra passione nel migliore dei modi, anche tra i giovani che sempre più numerosi si avvicinano alla auto storiche.
Ovviamente, ricordo che trovandoci tutti a titolo personale in una pubblica piazza, dobbiamo mantenere un comportamento consono, civile, educato e rispettoso delle norme oltreché del buon senso, al fine di continuare a trovarci in Piazza a giocare con le macchinine assieme ai nostri amici per la gioia di tutti i presenti.
