Si avanza lentamente, un po’ per evitare forature, ma anche per assaporare il paesaggio circostante. Ogni angolo profuma di una magia incontaminata e la totale assenza di escursionisti non fa altro che rendere ancora più intima l’arrampicata odierna. A tenerci compagnia ci sono soltanto dei falchi che sembrano quasi veleggiare come droni. Adoro quel tipico scricchiolio delle gomme sul pietrisco e dopo qualche chilometro noto con piacere che il maltempo non ha reso il sentiero impraticabile.
Testo Alessandro Marrone / Foto Bruno Serra

Eccomi qui. L’attesa è sembrata interminabile, ma non ha fatto altro che aumentarne il desiderio. Dopo un tentativo miseramente fallito l’estate scorsa a causa di un crossover non all’altezza delle aspettative fuoristradistiche indispensabili all’arrampicata in questione, ho deciso di giocare sul sicuro e rivolgermi a chi ha fatto della trazione integrale il proprio marchio di fabbrica. Subaru, che a breve introdurrà numerosi nuovi modelli, tra cui il primo sprovvisto della sopracitata Symmetrical AWD, è il nome che mi viene in mente per primo quando si tratta di un impervio sentiero di montagna senza protezione laterale. Per quel tipo di impresa – e non di Impreza – il fattore chiave è mantenere i nervi saldi e riporre (molta) fiducia nel veicolo.




Nessun dubbio quindi che la Crosstrek, ormai vicina al meritato pensionamento, sia la scelta ideale, in primo luogo per via delle sue dimensioni contenute, il che rappresenta un aspetto cruciale dato che mi troverò a manovrare a pochi centimetri dalla roccia e da un burrone che a causa delle recenti precipitazioni potrebbe anche aver divorato qualche centimetro di strada. Strada, là dove in realtà v’è soltanto un sentiero prevalentemente battuto dal bestiame al pascolo e da qualche grezzo veicolo da lavoro utilizzato dai pastori per salire e scendere a valle. Nei giorni scorsi ha piovuto tanto e l’improvviso abbassamento delle temperature ha coperto di bianco i punti più in alto e quelli più in ombra, insinuando qualche dubbio sulla reale possibilità di arrivare sino alla vetta.

Del resto, lo spirito di ogni esploratore fiorisce proprio in quella sensazione d’incertezza, nella totale imprevedibilità degli elementi, quest’oggi resa ancora più forte da un cielo scuro e minaccioso. Chiunque altro avrebbe deciso di staccare la sveglia e voltarsi dall’altra parte, lasciando ad un altro giorno l’arrampicata. Non io. Ho atteso troppo a lungo questo momento, forse più di ogni altra cosa e altra prova, perché quello della montagna è un richiamo al quale non puoi mancare. Puoi sentire il fischio del vento che si getta a capofitto dalle vette più distanti e che ti entra dentro, guidandoti là dove l’aria è sottile e dove il torrido caldo di quest’estate sembra lontano anni luce.


Ad un tratto il silenzio. Distanti dai centri abitati e dal traffico nel quale la Crosstrek si destreggia alla grande, forte di un corpo vettura che offre spazio e comfort a bordo, senza però renderla ingombrante quando si tratta di divincolarsi in qualche incrocio, sfrutto l’altezza da terra e gli sbalzi ridotti per oltrepassare il primo tratto che mi guida vero il Colle, per il momento ancora asfaltato, ma già privo di traffico. Le curve si inseguono l’una con l’altra e in alcuni tratti puoi scorgere i paesini sottostanti che si fanno sempre più piccoli. Alle volte sembra quasi di osservarli da Google Maps e vedi con i tuoi stessi occhi quei punti di riferimento che hai preso giorni prima, quando hai pianificato ogni dettaglio in un comodo e accogliente ufficio.




Là fuori tutto è diverso e anche il silenzio interrotto soltanto dal 2.0 Mild Hybrid da 136 cavalli viene coperto nel preciso istante in cui le gomme lasciano l’asfalto e percorrono i primi metri di sterrato. È questa la linea di confine che sancisce il cosiddetto principio di una nuova avventura, il punto oltre il quale ogni istante viene assorbito come ossigeno, facendo rimbalzare lo sguardo da un lato all’altro in totale ammirazione e devozione verso un paesaggio che ogni volta riesce a stupirmi come se fosse la prima. Apro il tettuccio e lascio che la fresca brezza entri in abitacolo. Al contempo, le pupille puntano le vette più selvagge, quelle di roccia nuda dove non c’è alcun segno di vita, esattamente quello che mi auguro per tutta la tratta, molto stretta e sempre pronta a mettere alla prova le vertigini quando le ruote sfiorano il vuoto. La Crosstrek dispone di numerose videocamere, peraltro situate anche in prossimità delle ruote anteriori: in questo modo è possibile evitare di danneggiare il fondo o il paraurti con pietre ingombranti e soprattutto calcolare con precisione dove poggiarle quando il sentiero si fa incredibilmente avaro di spazio.




Si avanza lentamente, un po’ per evitare forature, ma anche per assaporare il paesaggio circostante. Ogni angolo profuma di una magia incontaminata e la totale assenza di escursionisti non fa altro che rendere ancora più intima l’arrampicata odierna. A tenerci compagnia ci sono soltanto dei falchi che sembrano quasi veleggiare come droni, pronti a sferrare un attacco letale, probabilmente su qualche piccolo roditore che ha avuto la sfortuna di trovarsi lontano dalla propria tana. Adoro sentire quel tipico scricchiolio delle gomme sul pietrisco e dopo qualche chilometro noto con piacere che il maltempo non ha reso il sentiero impraticabile. L’aria si fa sempre più fresca e dagli oltre 22° siamo adesso a 3°. L’escursione termica entra da quei pochi centimetri di finestrino aperto, quasi come monito che ho già guidato per parecchio, aspetto impercettibile quando ti ritrovi avvolto in una sorta di bolla di vetro.



Questo è il tipico effetto Subaru, ovvero quello di rendere ogni sentiero apparentemente semplice, anche senza ricorrere all’X-Mode, l’arcinoto sistema che gestisce la trazione ed è capace di tirarti fuori anche dalle situazioni più disperate. L’ho provato varie volte e non posso far altro che confermare. A ogni tornante si sale come oltre una rampa di scale. Puoi davvero percepire il cambio di stagione, con quei colori che tendono ad un arancione quasi surreale perché la terra alzata dagli pneumatici va a coprire quelle chiazze di erba verde sempre più rare. Man mano che si sale c’è più roccia, più vento e non riesci a scendere dall’auto senza un giubbotto.

La stretta delle mani sul volante non è mai incerta, ma la scioltezza con cui la Crosstrek mi porta a 2.000 metri di sterrata è sorprendente. Con questo intendo ribadire che mi aspetto altrettanto dalla futura sostituta 100% elettrica. Avanzare in queste condizioni ti fa apprezzare il funzionamento del tanto criticato CVT, qui perfettamente a suo agio. Lo sterzo è preciso e nei tornanti più stretti non mi trovo mai costretto a fare più di una singola manovra. C’è qualche mandria di bovini al pascolo e come ho scoperto appena un secondo dopo aver richiuso la portiera anche qualche maremmano che fa guardia al proprio gregge. Fortunatamente ero controvento, oppure mi sarei trovato un bel morso come ricordo di questa meravigliosa avventura.


Che poi non siamo sul National Geographic, ma dovete perdonarmi se sono così innamorato di questo luogo. La Crosstrek la conosciamo bene e se ho scelto lei è proprio perché è in grado di infondere la sicurezza che occorre quando si viene in certi luoghi, dove non c’è segnale telefonico e dove occorrerebbe una mezza giornata di cammino per raggiungere il primo centro abitato. Forse. Il valore aggiunto di trovarsi a bordo di un off-roader che è un’auto in tutto e per tutto rende questa Subaru l’oggetto ideale per chi vive in montagna, oppure per coloro che vogliono trasferire questa confidenza su strada, tutti i giorni dell’anno ed a prescindere dalle condizioni meteo. C’è un sistema di navigazione preciso, un grande display verticale da 11,6” e una serie infinita di aiuti alla guida, i quali purtroppo preferirei si escludessero in automatico, magari con il riconoscimento facciale del guidatore.



Credo ci siano davvero poche altre alternative di questo tipo. La prima che potrebbe venire in mente è la Suzuki Jimny, ma sulle lunghe distanze non è assolutamente paragonabile e il comportamento su strada è pur sempre quello di una Jimny. Jeep ha la formidabile Wrangler – certo – ma è molto più ingombrante e ancora una volta non è rifinita altrettanto bene in abitacolo. Ecco perché la Crosstrek è probabilmente la Subaru al momento più interessante in listino. E con un prezzo che parte da circa €37.900 non è neppure proibitiva, di questo ne converrete quando affronterete neve o fango con una scioltezza che non avreste mai pensato possibile. Le nuvole si fanno sempre più scure e comincia a cadere qualche goccia di pioggia. Decido di non sfidare la sorte, non questa volta perlomeno. La via del ritorno è altrettanto emozionante, come lo è un tratto che impone un twist che metterebbe in crisi il 110% dei crossover (e SUV) in listino oggi. Non la Crosstrek, perché anche con due ruote del tutto staccate dal suolo, non si scompone. L’attimo dopo siamo quasi in piano, con i campanacci delle mucche che ormai vengono coperti dal soffio del vento. Un ultimo sguardo alla mia amata montagna, con la promessa che tornerò presto, anche se non so come, dato che questa potrebbe essere l’ultima volta che avremo una Crosstrek (termica) tra le mani. Ecco perché le aspettative verso il modello che verrà sono elevate e qualora ve lo steste chiedendo il punto del discorso è proprio questo: non si accettano limitazioni alla libertà. Pretendo tornare là dove ogni Subaru è sempre stata pronta a portarmi.

