Toyota GR86 | Test Drive
Testo Marco Rallo / Foto Toyota
Come ogni cosa a questo mondo è tutta questione di evoluzione. Nell’ambito delle auto sportive, chi ha qualche capello bianco in testa ricorda senza dubbio il piacevole brivido di paura che si poteva provare quando entravi molto allegro in curva al volante di una sportiva anni 80. Il decennio successivo ha visto profondi cambiamenti che hanno affinato il comportamento su strada, spostando nettamente il limite e spalancando la strada a quello che venne successivamente. Si trattava di motori turbocompressi molto più efficaci, che non conoscevano ritardi in fase di erogazione, ma anche di sistemi che affinavano la trazione senza inficiare il divertimento alla guida, fattore imprescindibile quando si ha a che fare con auto pensate con questo obiettivo.

Poi è aumentata l’elettronica, il peso complessivo e ci siamo persi dietro a schermi touch e gadget inutili. Tutti a inseguire potenze assurde maledettamente filtrate e pochissimi disposti a realizzare auto per chi ancora aveva bisogno di sognare.



Nel 2012, Toyota e Subaru decisero di unire le proprie forze e dare vita ad una coupé che avrebbe ripristinato il concetto di sportiva. La GT86/BRZ è stata un’auto eccezionale, seppur segnata dal limite imposto dalla sua stessa necessità di reintrodurre sul mercato un concetto di sportività differente rispetto a come i clienti fossero ormai abituati. Propulsore aspirato, coppia molto in alto e un telaio che avrebbe assecondato il bisogno di velocità soltanto laddove il guidatore fosse stato disposto a spingere davvero i propri limiti oltre quella comfort zone a cui le sportive contemporanee ci avevano ormai abituato.


Nel 2022, la partnership ha dato alla luce la naturale evoluzione di un modello che ha meritatamente riscosso un grande successo. La GR86 è stata ancora una volta frutto di un lavoro a quattro mani con Subaru e restando fedele alla filosofia di uno stile di guida puro e al quale continuiamo a non essere abituati. Il lavoro del team Gazoo Racing è stato notevole. La GR86 non si rifà soltanto il trucco con un’estetica dalle linee più tondeggianti e morbide, ma viene rivista a livello telaistico con una rigidità torsionale del 50% superiore rispetto alla GT86. Ci sono poi infinitesimali variazioni a livello di baricentro e dimensioni, il tutto reso sempre possibile dall’utilizzo di un propulsore boxer (by Subaru), il quale concede un posizionamento dello stesso piuttosto in basso nel vano motore.




A proposito, da 2-litri siamo passati a 2.384cc, mentre la cavalleria sale da 200 a 234 cavalli. L’erogazione è sempre in alto – molto in alto – nella scala dei giri: a 7.000. Ma l’aspetto cruciale concesso dal nuovo cuore ToyoBaru è senza dubbio il picco di coppia di 234 Nm, adesso disponibile già a 3.700 giri, mentre prima veniva dispensato non prima dei 6.400. Per fortuna il peso rimane anch’esso ridotto, stiamo parlando di appena 1.351 kg di coupé rigorosamente analogica, ma pur sempre provvista di quello che realmente serve al fine di valorizzare l’esperienza di guida. Cambio manuale a 6 rapporti? Ce l’abbiamo. Differenziale autobloccante al posteriore? Anche. Seduta vicina al suolo con un corposo sound di scarico che entra in abitacolo e amplifica il piacere di stringere il volante e pestare forte sul gas? Ovvio.

Ma attenzione, non pensate che la GR86 abbia perso per strada il carattere che ce l’ha fatta amare, pregi e difetti. Se l’incremento di potenza – ma soprattutto di cubatura motore – giova in termini numerici come uno 0-100 km/h che da 7,6 passa a 6,3 secondi, la Ottantasei continua a restare un’auto per la guida vera e non per gli spari al semaforo. Per ottenere il meglio dalla coupé giapponese devi essere pronto a schiacciare davvero il pedale dell’acceleratore. Il volante comunica alla perfezione ed è il tramite ideale per attaccare una tortuosa strada che sembra insegnarci tutto ciò che avevamo scordato alla guida di auto che ci aiutano nelle cambiate, oppure ci tirano fuori dalle curve con valanghe di coppia e una trazione onnipresente.


No, con la GR86 ogni manovra azzeccata è merito tuo e non c’è sensazione più appagante di sentirsi davvero l’artefice di una guida spettacolare.
La GR86 – come anche la nuova BRZ – non dimenticano la ragione per cui sono state realizzate, ma smussano qualche angolo che sulla prima generazione aveva in fin dei conti diviso una clientela che vedeva una parte di appassionati non ancora disposta a rinunciare alla facilità offerta da sportive o compatte ad alte prestazioni. Certo, la perfezione non è stata raggiunta nemmeno stavolta, ma chi mai è perfetto del resto? I freni, nonostante la massa sia ridotta, sono leggermente sottodimensionati, il cambio continua a impuntarsi in alcune scalate e la potenza massima resta pur sempre modesta, perlomeno per gli standard attuali. Ma niente di tutto questo le impedisce di essere ancora una volta l’auto che è in grado di mettere tutti d’accordo nel preciso istante in cui parli di coinvolgimento.

Al pari della Mazda MX-5 riesce infatti a coniugare una fruibilità tutto sommato adatta alla vita quotidiana, con la possibilità di alleggerire il posteriore e giocare a sbilanciare i pesi, sentire come i trasferimenti di carico lascino digrignare gli pneumatici sull’asfalto e imparare daccapo cosa realmente serva per rendere felice un appassionato di guida, di quella vera. Sensazioni sincere che venti o trent’anni fa davamo per scontate e adesso sono un’oasi nel deserto di sterili sportive fotocopia che mettono display e sound artefatti davanti al bisogno di emozionarci.
TOYOTA GR86
Motore 4 cilindri, 2.384 cc Potenza 234 hp @ 7.000 rpm Coppia 250 Nm @ 3.700 rpm
Trazione Posteriore Trasmissione Cambio manuale a 6 rapporti Peso 1.351 kg
0-100 km/h 6,3 sec Velocità massima 229 km/h

