Alpine A110 R Ultime | Final Destination
La A110 R Ultime segna la fine di un’era. 345 cavalli e 420 Nm, aerodinamica esasperata e innumerevoli differenze rispetto alla già ottima berlinetta francese basteranno a farci superare il dolore da separazione?
Testo Matteo Lavazza / Foto Alpine Cars
E così è arrivato il momento di dirci addio. Per essere del tutto onesto, il fatto che la A110 avesse una spada di Damocle sopra la testa è una cosa che ho sempre immaginato. La colpa non è ovviamente sua, quanto quella del periodo sbagliato, un momento storico in cui il divertimento per la purezza di guida viene ammazzato da crossover e mobilità elettrica. Se però ci penso meglio, la grandiosità di un oggetto del genere – la A110 intendo – è forse insita nel fatto che abbia rappresentato la voce fuori dal coro in un momento in cui tutti gli altri stavano guardando altrove. Se in quest’ultimo decennio volevi qualcosa da guidare davvero, la berlinetta di Alpine era l’unica vera alternativa a Elise e 4C, anch’esse scomparse prematuramente.


Con la sua rinascita, Alpine ha dato in realtà vita a quella che dapprima sarebbe dovuta essere la nuova incarnazione della divisione performance di Renault (RenaultSport per l’appunto), ma la questione elettrica pare aver mescolato le carte e indirizzato i capoccioni d’oltralpe a concentrarsi su una lineup esclusivamente eco-chic. Per questo e altri motivi legati a noiose questioni di normative, la A110 non può più continuare a esistere, almeno per come la conosciamo oggi. Come nel più classico tra i luoghi comuni, apprezzi molto di più le cose quando ti sfuggono di mano, ma l’esistenza di una vettura come la A110 R rincara la dose di malinconia.

Se la A110 R è stata però la variante hardcore della A110 S, la A110 R Ultime non rappresenta solo il canto del cigno, ma la massima espressione di una vettura che ha sempre avuto il merito di riuscire a coniugare performance con fruibilità quotidiana. Prodotta in soli 110 esemplari in collaborazione con il team di progettazione e personalizzazione Atelier Sur-Mesure, è la più potente (e costosa) A110 mai realizzata. Sembra uscita dalla pista e difatti è così. Le sue appendici aerodinamiche non conoscono mezzi termini, ci sono pinne e profili in fibra di carbonio praticamente ovunque, con una gigantesca ala regolabile al posteriore atta ad aumentare la downforce quando le andature si fanno serie.

Rispetto alla A110 R “standard” abbiamo però molto altro, come per esempio sospensioni Ohlins regolabili e con il 90% di rigidità in più, un nuovo differenziale autobloccante, cerchi forgiati e pneumatici sviluppati in collaborazione con Michelin, Pilot Sport Cup 2 letteralmente incollati all’asfalto. E per finire un impianto frenante maggiorato con dischi di 10mm extra e una ricalibrazione dell’ABS. Tutto questo popò di roba sotto ad appena 1.082 kg di peso. Ma non finisce qui.



Ovvio, nonostante il cuore pulsante della Alpine resti un modesto 4 cilindri turbocompresso da 1.8-litri, qui eroga 345 cavalli e 420 Nm di coppia, ergo genera un eccezionale rapporto peso/potenza di 3,2 kg/cv. Il cambio a doppia frizione ha un rapporto in meno (diventa così un 6 marce) al fine di gestire in maniera ottimale l’incremento di coppia e le sollecitazioni al motore. Pensate a una cosa e neppure quella è stata lasciata al caso. No, neanche in abitacolo, dove troviamo dei fantastici gusci Sabelt che non sembrano nemmeno lontani parenti di quelli di una qualsiasi altra A110.

La A110 R Ultime è una celebrazione da pista utilizzabile in tangenziale, ma è logico che guidarla su una strada piena di buche e che non consenta lo sfruttamento dell’incredibile tripudio aerodinamico limiti – e non di poco – la reale comprensione delle capacità di questo addio alla propulsione termica. L’ala posteriore è di tipo biplano regolabile e insieme a splitter anteriore, diffusore (sempre in carbonio) e tutti gli altri profili applicati qua e là generano una downforce di 100 kg a 280 km/h. Come è facile intuire, la Ultime è una di quella auto che accentuano il fattore prestazionale di pari passo con l’aumentare della velocità e delle percorrenze di curva. Non si tratta solo di uno 0-100 in appena 3,8 secondi, ma di come il piccolo 4 cilindri giri in una curva di coppia che ti fa schizzare in avanti come se sganciato da una enorme fionda. È un feedback elastico, ma ciò che apprezzi di più è quel senso di ruvidità che ti trasmette un assetto rigido come il marmo.


Puoi percepire ogni piccola sconnessione sull’asfalto e tra il peso ridotto all’osso e una posizione di guida a dir poco perfetta, la A110 R Ultime fa tutto il possibile per scombinarti gli organi interni. Udito incluso, grazie al nuovo sistema di scarico Akrapovic. Personalmente avrei rinunciato al servosterzo, ma Alpine ha pensato di non stravolgere eccessivamente il concetto di A110, lasciando che le sensazioni estreme della Ultime fossero enfatizzate dal rapporto tra il telaio e il fondoschiena, anziché con le mani del guidatore. Con la A110, soprattutto nella variante S, la velocità non è mai stata un problema. La R – e in particolare la Ultime da 345 cv – assume però tutta un’altra accezione, perché mantiene il costante reminder di come si tratti di una vettura pensata per un utilizzo più specialistico.

Esattamente al pari della Porsche 911 GT3 RS nei confronti della GT3, potrebbe essere superflua nell’80% dei casi, ma è nel restante 20% che gode di un significato imprescindibilmente legato a emozioni sensoriali che si provano soltanto in contesti di questo tipo. Sto parlando delle reazioni del telaio agli spostamenti più bruschi, ma anche di una curva di coppia ancora più corposa e lineare. Il turbo, abbinato a un peso così limitato, accentua l’effetto balistico, ma quello che sorprende maggiormente guidandola tra i cordoli è la direzionalità di un oggetto progettato secondo il mantra “less is more”.

Dieci anni fa sapevo che la A110 non sarebbe stata qui per sempre, ma non è che ci stai a pensare dal mattino alla sera. Sei convinto di avere tempo, di poter rimandare i brutti pensieri a un domani imprecisato. Ma il tempo passa inesorabile e il sipario sta calando su quello che considero uno dei revival meglio riusciti del panorama automobilistico.

Alpine ha dimostrato l’importanza di rispettare la propria eredità realizzando un’auto piccola, leggera e potente a tal punto da divertire qualsiasi tipo di utilizzatore. La A110 R Ultime è il tributo definitivo, non solo alla nuova A110, ma allo spirito di un’auto che ha combattuto alcune tra le più epiche pagine del motorsport di mezzo secolo fa. La stessa filosofia è stata adottata con questa edizione speciale la quale si avvale della più sopraffina ingegneria applicabile ad una sportiva termica oggi. Ecco perché un astronomico prezzo che parte da €265.000 diviene quasi un dato relativo. Con la Ultime non acquisti soltanto un’auto sportiva – anche perché in quel caso ci sono alternative ben più razionali – ma l’ultimo tassello di un’era.
