Volvo EX90 Twin Motor Performance | Test Drive
Testo Marco Mancino / Foto Gian Romero
Da bambini abbiamo tutti attraversato una o più fasi in cui qualcosa ricopre un ruolo di importanza assoluta. Quello dei soldatini è stato per me ben più che un periodo, dato che in questi weekend da neoquarantenne è più probabile trovarmi nello studio alle prese con qualche kit di navi e aerei da guerra, piuttosto che fare baldoria in qualche locale. Questo ha avuto strascichi economici (la passione per il modellismo è un pozzo senza fondo per il portafoglio), ma si è anche ripercossa sui gusti personali. Adoro le cose fatte in grande, il che va applicato ovviamente anche al mondo dei motori.


L’Ammiraglia è manco a chiederselo il non plus ultra di ogni collezione, non solo in termini di importanza strategica, ma per il fatto che racchiuda in sé il meglio dell’ingegneria e della tecnologia di tutto ciò che rappresenta. Volvo, uno tra i marchi che più di ogni altro ha sempre incarnato la quintessenza della sicurezza su strada, è sempre stata per me la trasposizione della praticità al servizio del proprio cliente. Come scordare un modello iconico come la berlina 760 o la prestazionale 850 T5-R? Il fatto è che la lista potrebbe proseguire all’infinito, tralasciando di proposito i grandiosi modelli più vecchi, magari in favore dell’innovativa 480 Turbo, o dell’elegante C70. Questo per dire che dietro all’apparente sobrietà scandinava c’è in realtà la consapevolezza (e la capacità) di non limitarsi a creare un semplice modello, ma qualcosa destinato a lasciare il segno.

Tocca quindi alla EX90, che dall’alto delle sue mastodontiche dimensioni, si appunta al petto la spilla di nuova Ammiraglia della casa. È la più potente Volvo mai messa in produzione, è soltanto elettrica e non ha nulla a che vedere con la sorella XC90, con la quale condivide soltanto il portachiavi. E se ve lo state chiedendo, ci siamo dapprima assicurati che non si trattasse soltanto della solita trovata del reparto marketing, per poi poggiare le ruote su strada e capire se questo nuovo capitolo dell’elettrificazione scandinava possa giustificare anche l’altro primato che porta con sé: quello che la rende anche la Volvo più costosa che possiate comprare.


Nel caso vi occorra operare un confronto diretto con la XC90, tenete a mente che la EX90 è più lunga di 84 mm, più larga di 41 mm, con un passo sostanzialmente identico, ma con circa 20-25 mm in meno di altezza. L’Ammiraglia elettrica gode poi di un look decisamente imponente, complice la mascherina anteriore piena, l’assenza di passaruota attorno ai giganteschi cerchi da 22 pollici e a superfici ancora più minimaliste e pulite, come nel caso del profilo laterale in cui abbiamo maniglie a scomparsa. Gli specchietti retrovisori integrano due delle 8 telecamere presenti, utili in fase di manovra, ma soprattutto per la guida autonoma (per il momento non ancora effettivamente disponibile, ndr), le quali vengono integrate da 5 radar e ben 16 ulteriori sensori. È poi impossibile non notare il Lidar alla base del tetto, aspetto che forse si sarebbe potuto integrare in maniera – come dire – meno invasiva e rassomigliante ai Taxi londinesi.


I gruppi ottici sono sicuramente stati una delle parti più coinvolgenti in fase di progettazione, con quelli posteriori che riprendono gli stilemi della gamma elettrica Volvo, mentre quelli anteriori introducono uno scenografico gioco di luci mentre ci si avvicina con la chiave in tasca. Questo funziona molto bene e risulta incredibilmente efficace, soprattutto nella guida notturna. Peccato che la quasi totalità dei comandi sia relegata allo schermo touch da 14,5”, rapido e intuitivo – non c’è che dire – ma in netto contrasto con quanto imporrebbe una logica più orientata alla sicurezza durante la marcia. Distrazioni a parte, abbiamo sedili riscaldati con vari programmi di massaggio, clima bi-zona davanti e dietro. Già che ci siamo, sappiate che la EX90 ospita sino a 7 persone, con i due occupanti della terza fila per nulla sacrificati, esattamente al pari dei bagagli, con valori che passano da un minimo di 324 litri ad un massimo di 1.149, passando per la configurazione a 5 posti che prevede 662 litri.


Superfici ricercate, che sanno di premium proprio come nel caso della selleria in tessuto “Tailored Wool Blend” (optional da €1.220), magari un po’ delicate, ma in grado di impreziosire e caratterizzare ulteriormente un modello che non ha idea di cosa significhi essere scontato. La leva della trasmissione è posizionata alla destra del volante, mentre dietro di esso trova posto un display che riprende le informazioni principali di marcia, ma integra anche la navigazione by Google, sempre impeccabile e capace di calcolare le soste utili per raggiungere la destinazione senza ansia da autonomia. Abbiamo anche l’head-up display e un impianto audio Bowers & Wilkins da oltre tremila Euro, utile per accompagnarci in lunghi viaggi, anche se l’insonorizzazione dall’esterno è magistrale.





I finestrini posteriori vengono gestiti con i due soli selettori condivisi con quelli anteriori: una soluzione pratica quando si viaggia soli, un po’ meno se i bambini dietro hanno intenzione di farvi impazzire. Tolto questo, la EX90 è il massimo che Volvo possa offrire sotto ogni aspetto. I due motori elettrici con batterie da 111 kWh (in totale) erogano una potenza di 517 cavalli e ben 910 Nm di coppia, ovviamente distribuiti su entrambi gli assi. La trazione integrale la rende sfruttabile in qualsiasi circostanza, senza la paura di farsi sopraffare da una simile potenza. Al contempo, i 2.787 kg di peso smorzano sensibilmente valori che sarebbero potuti risultare ancora più entusiastici, ma data la mole e un assetto che resta comunque sempre piuttosto morbido anche in modalità Performance, 4,9 secondi per scattare da 0 a 100 km/h sono un valore più che adeguato. La top speed viene poi limitata a 180 orari al fine di preservare la carica delle batterie, che una volta caricate al 100% garantiscono una percorrenza media reale di circa 450/480 chilometri. C’è la guida con pedale singolo e anche una modalità Auto che gestisce l’intensità della frenata in rilascio, ma non mi ha fatto impazzire.

La EX90 mi piace e molto anche. Da strenuo sostenitore di XC90, anche laddove molti ritengano che la XC60 offra le stesse qualità con dimensioni più gestibili e un prezzo meno impegnativo, sono convinto che la EX90 rappresenti un tassello fondamentale per un brand che non smette di stupire, anche e soprattutto discostandosi da una concorrenza che sembra far ruotare sempre tutto attorno a valori come potenza e prestazioni, spesso dimenticando che il vero obiettivo di un’auto elettrica di questo tipo sia la capacità di percorrere tanta strada con poche soste per la ricarica. 35-40 minuti bastano per esempio per passare dal 20 all’80% collegando la Volvo ad una colonnina da 110 kW. Quello che invece mi ha spiazzato è il fatto che anche la chiave vada caricata, a condizione che stiate utilizzando la cosiddetta Key Tag. È possibile farlo in auto, posizionandola sulla piastra a induzione per lo smartphone, oppure da casa. Ma ricordate di tenerla sempre carica, altrimenti l’auto potrebbe non partire affatto.



Con un prezzo che per la Twin Motor Performance parte da €99.150 (la entry level Single Motor da €88.200), ci si aspetta che la EX90 sia notevole anche da guidare ed è esattamente ciò che dimostra una volta su strada. Per prima cosa riesci a regolare una seduta molto bassa, la quale annulla quasi la percezione di trovarsi al timone di una sette posti da 5 metri di lunghezza. L’assetto, seppur morbido, non subisce mai criticità dovute a rollio o beccheggio, perlomeno non sinché non giochi con l’inerzia delle sue quasi tre tonnellate che rotolano su pneumatici invernali. Guidare la EX90 in ambito urbano non è affatto un problema, diffidate da chi la giudica “troppo grande”. I sedili sono talmente comodi che sentirete l’avviso di pausa caffè consigliata più volte di quanto in realtà avresti bisogno.

Se avete un elenco di caselline da spuntare, questa sarà maledettamente capace di spuntarne il maggior numero possibile. Trovare quello che può essere considerato il punto di forza non è facile per il semplice fatto che la EX90 mette insieme una serie di qualità che non hanno nulla da invidiare ai soliti brand che vengono in mente quando si prende in considerazione una spesa così importante. In questo caso non si tratta della sorella elettrificata della XC90, quanto piuttosto del modo più elitario di intendere la mobilità elettrica secondo Volvo. Un prodotto che trascende anche la stretta parentela con Polestar e destinato a sottolineare che Volvo continuerà ad esserci e portare avanti un percorso di innovazione che oggi raggiunge con la EX90 i suoi massimi livelli. Sia in termini di tecnologia sia di innovazione. Metterle l’una accanto all’altra risulta essere il modo più semplice e diretto per capire come siano davvero diverse sotto ogni aspetto, non soltanto a livello progettuale, ma concettualmente. Il futuro di Volvo sembra dirigersi verso battaglie che ha tutte le carte per vincere. Ammiraglio: EX90 all’attacco. Colpire e affondare il nemico.



VOLVO EX90 TWIN MOTOR PERFORMANCE
Motore Elettrico con batterie da 111 kWh Potenza 517 hp Coppia 910 Nm
Trazione Integrale Trasmissione Cambio Automatico a Rapporto Unico Peso 2.787 kg
0-100 km/h 4,9 sec Velocità massima 180 km/h (limitata elettronicamente) Prezzo €118.980 Autonomia 605 km (dichiarati dalla casa)
