Il Range Rover Classic Rivisitato da Vinile
Testo di Marco Rallo / Foto di Dite Communication
Dai render alla realtà, il passo non è mai scontato. Quante volte ci siamo trovati di fronte alle ottimistiche promesse di auto eccezionali poi mai realizzate? Nel caso della Range Rover Classic reinterpretata da Vinile, però, questo passaggio è diventato concreto, tangibile e perfettamente funzionante. Il primo esemplare marciante ha fatto il suo debutto ufficiale al Monaco Yacht Show, segnando un momento preciso: quello in cui una visione smette di essere un ambizioso progetto e diventa uno strumento capace di far tornare a emozionare.

Non si tratta di un semplice esercizio di stile, né di un progetto rimasto confinato su qualche scrivania. Qui siamo di fronte a un’automobile reale, completata nei laboratori di Maranello, che inaugura una serie limitata di quindici esemplari. Ma soprattutto introduce un approccio diverso al restomod di alta gamma, dove il passato non viene semplicemente restaurato, bensì reinterpretato attraverso un linguaggio contemporaneo fatto di ricerca, sensibilità e identità.



Vinile nasce infatti come qualcosa di più ampio rispetto al solo ambito automobilistico. La scelta del Monaco Yacht Show riflette chiaramente questa natura trasversale, che abbraccia mondi come la nautica, l’aerospazio, il design e persino la cultura musicale. Proprio da quest’ultima deriva l’ispirazione iniziale: il concetto di rimasterizzazione. Così come accade con i vinili, anche qui si parte da un originale iconico per restituirlo in una forma nuova, più attuale, ma rispettosa della sua essenza.


Alla guida del progetto ci sono tre imprenditori con oltre trent’anni di esperienza distribuita tra automotive, motorsport, aerospazio e finanza. Attorno a loro si sviluppa una struttura articolata e altamente specializzata, composta da circa cento professionisti tra ingegneri, designer e collaudatori. Il tutto è supportato da cinque poli produttivi situati a Maranello, per una superficie complessiva che supera i diecimila metri quadrati. Un’organizzazione che consente di gestire internamente ogni fase del processo, dall’ideazione fino all’assemblaggio finale.


La Range Rover Classic by Vinile rappresenta la prima traduzione concreta di questa filosofia. Le proporzioni restano fedeli al modello originale del 1970, ma ogni superficie è stata rivista con un approccio rigoroso e coerente. Il primo esemplare si distingue per una carrozzeria verde metallizzato abbinata a un tetto nero lucido, soluzione che enfatizza l’equilibrio tra eleganza e carattere. I lamierati sono stati lavorati manualmente per ottenere una maggiore precisione, mentre paraurti, cofano e portiere sono stati ridisegnati nell’ottica di continuità visiva e pulizia formale.


Il frontale introduce elementi tridimensionali, come le nuove griglie, mantenendo però il disegno originale dei gruppi ottici, ora aggiornati con tecnologia LED. Anche i dettagli contribuiscono a definire l’identità del modello: fendinebbia tondi, specchietti rivisitati e una sottile fascia nera lucida con accenti gialli che attraversa la carrozzeria. Al posteriore, l’integrazione tra stile e innovazione si esprime attraverso un insieme armonico di diffusore, fari, spoiler e un inedito inserto in radica di pioppo bianco, che crea un legame diretto con l’abitacolo.

È proprio nell’abitacolo che la vettura raggiunge il suo apice espressivo. L’ambiente è stato concepito come uno spazio sensoriale, capace di unire comfort e gusto per materiali ricercati. L’utilizzo di pelle Baxter, distribuita su sedili e pannelli, contribuisce a definire un’atmosfera raffinata e coerente. Le tonalità selezionate dialogano con gli inserti in legno massello, lavorati con cura artigianale per ottenere un risultato che richiama più un salotto contemporaneo che un abitacolo tradizionale. La tecnologia è presente ma discreta, perfettamente integrata nel contesto. Il sistema di infotainment si basa su un touchscreen ad alta definizione, mentre un controller in alluminio consente di gestire le principali funzioni in modo intuitivo. Anche l’illuminazione e i comandi richiamano il mondo aeronautico, con soluzioni che privilegiano il contatto fisico e la qualità percepita. Non mancano elementi distintivi, come la possibilità di integrare l’orologio personale del proprietario al centro della plancia.

Grande attenzione è stata dedicata anche all’esperienza sonora, coerentemente con l’identità del marchio. Il sistema audio, sviluppato internamente, combina componenti selezionati per offrire un ascolto preciso e coinvolgente, capace di valorizzare ogni dettaglio musicale. Viene naturale immaginarsi al volante per le strade fuori Pavullo – in piena estate – con il braccio fuori dal finestrino e gli Eagles a fare da colonna sonora.
Sul piano meccanico, il motore V8 originale è stato completamente rivisto per incrementare le prestazioni, portandole a circa 200 cavalli. Anche l’assetto è stato aggiornato per migliorare equilibrio e stabilità, mentre cerchi e pneumatici contribuiscono a rafforzare la presenza su strada senza tradire l’impostazione originale. Le quindici unità previste saranno tutte differenti e personalizzabili, confermando l’approccio su misura del progetto. Parallelamente, Vinile continua a sviluppare nuove idee in ambiti diversi, consolidando la propria identità come piattaforma creativa capace di reinterpretare il passato per costruire nuove forme di lusso contemporaneo.


In fin dei conti lo ripetiamo spesso: le origini sono quanto di più prezioso abbiamo per poter rendere migliore il nostro presente. E per una volta questa visione non viene applicata ad un’iconica supercar, ma ad un’auto che potenzialmente abbiamo guidato e magari anche posseduto. Se non noi più giovani, i nostri genitori. A prescindere dall’ipotetico legame romantico, un Range Rover anni 70 sarà senza ombra di dubbio un acquisto meno oneroso rispetto ai 310.000 € (di partenza) richiesti da Vinile, ma la totale personalizzazione e adattabilità, unite all’esclusività di un prodotto artigianale, rendono questo Range modenese l’oggetto ideale per suscitare curiosità e un pizzico d’invidia nei confronti degli amici più snob al club di polo.
