Peugeot 306 GTI-6 | Questo Leone Ruggisce Davvero
Sul finire degli anni 90 il boom delle compatte sportive aveva già raggiunto il suo apice, o perlomeno il periodo di maggiore stupore per clienti appassionati. Peugeot, artefice di eccezionali modelli come la 205 GTI e la 309 GTI, entra nel nuovo decennio con due modelli che ne ricalcano la filosofia, andando però a migliorare l’esperienza di guida grazie a una meccanica più efficace. Oltre alla piccola 106 GTI, la 306 GTI rappresenta il modello di punta, che pur mantenendo dimensioni perfettamente adeguate ad un utilizzo 365 giorni l’anno, offre possibilità di gestire una cavalleria superiore.

La GTI-6 è il restyling della 306 GTI e anche conosciuta come Phase 2. Le linee sono inconfondibilmente Peugeot, ma c’è più attenzione negli assemblaggi e come nel caso della sorella minore 106, si percepisce un design più moderno e destinato a ulteriori aggiornamenti con la Phase 3. La GTI-6 è spinta da un 4 cilindri aspirato da 2 litri e 16 valvole che eroga 163 cavalli a 6.500 giri e 193 Nm di coppia. Cambio ovviamente manuale a 6 rapporti, aspetto a dire il vero insolito per l’epoca, dove la stragrande maggioranza disponeva di solo cinque marce. Tradotto, i rapporti erano più corti rispetto ad un tradizionale cinque marce, a tutto vantaggio di una migliore reattività in accelerazione.

Trazione sull’asse anteriore e peso di appena 1.136 kg. Se state muovendo la testa con un classico senso di compiacimento, stiamo pensando la stessa cosa. La 306 GTI-6 era una sportiva pura e capace di muoversi nelle curve con l’agilità di una vera e propria auto da rally. Anche i dati prestazionali più canonici ne sono la conferma, con uno 0-100 km/h di appena 8,5 secondi e top speed di 220 orari. Numeri strabilianti in termini assoluti e – aggiungerei – non solo per l’epoca che stiamo prendendo in considerazione, ovvero il periodo compreso tra il 1996 e il 2000.

La GTI-6 è un’auto che oggi crea grande aspettativa. Percepisci quel timore di restare deluso, un po’ per il numero degli anni trascorsi, un po’ per un’estetica fin troppo sommessa, ma una volta salito a bordo ti rendi infine conto di quanto riesca a combinare la praticità di una compatta che fa della sua sobrietà un’arma vincente per un utilizzo totale. A livello di performance, una disanima critica andrebbe a puntare il dito contro un comportamento fin troppo nervoso, ma la realtà dei fatti è che quei feedback sono esattamente ciò che la rende grandiosa e maledettamente coinvolgente. Che sia l’ultima grande Peugeot sportiva capace di farci innamorare del leone francese?

Testo Marco Rallo / Foto PistonHeads
