Nissan Juke | Test Drive
Testo Tommaso Mogge / Foto Andy Williams
La seconda generazione della Juke è datata 2019 ed è ancora freschissima. Il recente restyling interviene in piccoli ma importanti punti, non stravolgendo così il look della divertente crossover giapponese, uno tra i modelli più riconoscibili nel noioso traffico cittadino. Figuriamoci se poi prendiamo in considerazione un esemplare come quello della nostra prova, top spec N-Sport in allestimento Tekna e con la carrozzeria di un bel giallo canarino, accentuato dai dettagli neri di tetto e cerchi in lega.


Wow, l’esclamazione che non ti aspetti quando si parla di un segmento prevalentemente pensato per la quotidianità e per quella fascia di clienti che mettono prima l’utile e poi il dilettevole (vero direttore?). La Juke resta pratica, in città e lontana dai centri urbani, mantenendo i suoi 4,2 metri di lunghezza e quasi 1,6 di altezza. A bordo c’è spazio per cinque persone, con quelli posteriori per nulla sacrificati, a condizione che chi siede in mezzo non sia un tesserato NBA. Abbiamo luci diurne a LED e la possibilità di scegliere tra il piccolo 1.0 o il Full Hybrid che abbina un motore elettrico ad un termico a 4 cilindri per un totale di 143 cavalli, di cui ben 49 provengono dall’unità a zero emissioni. In questo frangente, il lato elettrico è ancora una volta di grande importanza e consente di percorrere – a batteria carica – sino a 55 km in EV mode e di sfruttare intelligentemente la rigenerazione degli elettroni, per esempio impostando l’E-Pedal, che aumenta la rigenerazione in rilascio.

Questa non diventa una vera e propria guida one-pedal per come la conosciamo, ma a conti fatti e dopo parecchi chilometri percorsi, una media di 5,5 litri ogni 100 chilometri dimostra come la Juke 1.6 HEV sia tra le ibride meno assetate in circolazione oggigiorno. Tornando un momento fuori dall’abitacolo, la piccola Nissan si conferma un’auto che ha definitivamente raggiunto la propria maturità, simpatica ma senza esagerare. Insomma, è davvero adatta ad ogni suo potenziale cliente. Aprendo la portiera notiamo che le bocchette circolari sono rimaste soltanto alle estremità del cruscotto, questo perché al centro trova spazio il nuovo display touch da 12,3”, il quale si posiziona sopra due bocchette rettangolari e qualche comando rimasto opportunamente fisico, ovvero quelli del clima.




Ergonomica ma ben rifinita, con ampio uso di morbida ecopelle anche per il rivestimento di alcuni pannelli, come nel caso del tunnel centrale. Poi abbiamo qualche immancabile plastica rigida, ma nascosta nelle parti inferiori e pochi dettagli in finta fibra di carbonio, che non penalizzano l’aspetto generale e la precisione degli assemblaggi stessi. Il quadro strumenti è anch’esso interamente digitale e delle medesime dimensioni del display centrale (12,3 pollici), molto chiaro per caratteri e dimensione. Peccato che gli ADAS siano da disinserire ad ogni avvio e che si debba farlo tramite i pulsanti del volante multifunzione, soluzione poco rapida e che potrebbe essere resa più veloce in diversi altri modi.

Trazione solo anteriore e cambio automatico a 4 rapporti, il quale varia il proprio comportamento in base alla modalità di guida che sceglierete tra le 3 disponibili del D-Mode, la piccola levetta situata proprio dietro la leva del cambio. In qualsiasi dei casi bisogna tenere a mente che la Juke, seppur abbastanza brillante da non mettere in crisi in fase di sorpasso, è una vettura pensata per l’efficienza e il fatto che l’unità ibrida dia priorità al motore elettrico ne è la prova. Questo, unito al fatto che il 4 cilindri possa apparire piuttosto invasivo, soprattutto a freddo, non implica che l’esperienza di guida venga penalizzata, ma capiterà di desiderare la presenza di due paddle per intervenire sulle marce in prima persona, cosa purtroppo impossibile.



I sedili sono estremamente confortevoli e nel nostro esemplare anche dotati di diffusori audio Bose letteralmente affondati nei poggiatesta. Entrare in confidenza con la Juke è questione di un attimo. Tac e sei subito in sintonia con un’auto che è in grado di accompagnarti per milioni di chilometri senza il minimo accenno di incertezza. Su strade extraurbane apprezzi un peso contenuto a circa 1.400 kg e uno schema sospensioni che prevede MacPherson all’anteriore e ponte torcente al posteriore. Insomma, è sempre l’ottima auto alla quale eravamo abituati, ma ulteriormente migliorata per quanto concerne l’abitabilità interna. La 1.0cc è spinta da un allegro turbo benzina e parte da circa €25.000, mentre occorrono almeno €31.000 per una 1.6 Full Hybrid. A mio avviso sono entrambe ottime proposte, che offrono quindi la possibilità di scegliere la versione più adatta alle proprie esigenze, anche in virtù del prezzo finale.


NISSAN JUKE HEV TEKNA AMT
Motore 4 cilindri Full Hybrid, 1.568 cc Potenza 143 hp @ 5.600 rpm Coppia 148 Nm
Trazione Anteriore Trasmissione Cambio Automatico a 4 rapporti Peso 1.405 kg
0-100 km/h 10,8 sec Velocità massima 166 km/h Prezzo €34.300
