Planai – Classic 2026 | Eventi
Testo Andrea Balti / Foto Ennstal Classic
L’anno vecchio termina con tanti buoni propositi e quello nuovo incomincia con tanti fantastici eventi. È sempre così. Quest’anno tutti accomunati da un fattore capace di elevare a mille il compiacimento di resistere a temperature negative. Neve, tanta neve. Molta più di quanto si sia visto negli ultimi anni, con buona pace di tutto quel settore turistico-ricettivo che pensava di maledire ancora una volta il riscaldamento globale.




Fatta eccezione del torrido deserto della Dakar, Gennaio viene sostanzialmente accomunato a quello che a tutti gli effetti è l’evento più celebre fra tutti: il Rally di Montecarlo, sia moderno sia il revival storico. Ma c’è un’altra realtà che ha catturato la nostra attenzione e ha messo tutti d’accordo sul fatto che potrebbe essere spiegato in poche parole come un meraviglioso ibrido tra Rallye Montecarlo e Mille Miglia. Stiamo parlando della Planai–Classic, uno degli appuntamenti organizzati da Ennstal-Classic, creatura nata nel 1993 dal giornalista Helmut Zwickl e dell’amico Michael Glöckner.





L’obiettivo era riportare il motorsport a “come era una volta”: gare vere su strade vere con auto d’epoca pre-‘76. E così, dall’8 al 10 del primo mese di questo nuovo anno, la ventinovesima edizione della Planai-Classic ha preso il via consegnando ad equipaggi e appassionati un autentico spettacolo. Icone leggendarie, spesso e volentieri anteguerra, si sono così sfidate in una battaglia d’altri tempi – prevalentemente di traverso – sfruttando al massimo lo sfondo epico offerto dalle Alpi coperte di neve. Prove speciali anche su pista, gara in notturna e giornata conclusiva che ha culminato sulla storica Planai Straße, tratto di montagna preparato ad arte per offrire un mix unico di difficoltà tecnica e panorama mozzafiato.






Il mondo della Ennstal-Classic – che a fine giugno svolgerà il proprio main event – deve essere un appuntamento fisso sul calendario di ogni appassionato che si rispetti. Il semplice fatto che qui le auto non vengano tirate a lucido, ma utilizzate e sfruttate per ciò che sono state concepite decenni fa vale il raffreddore, souvenir assicurato dopo un weekend tra neve, curve e motori. E ancora neve.




